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Quentin Tarantino denunciò per violazione di copyright il sito "Gawker" colpevole di aver pubblicato senza alcuna autorizzazione la prima stesura dello script di "The Hateful Eight". Il regista chiese come risarcimento danni la cifra di 1 milione di dollari e accantonò per un breve periodo di tempo il progetto. Sbollita la rabbia e abbandonata la causa contro il sito, Tarantino dichiarò in seguito che avrebbe riscritto parte dello script e che il film avrebbe visto la luce.

Il film è stato proiettato nel formato originale 70mm Super Cinemascope in 100 sale sparse in 44 Paesi. Gli unici cinema italiani che hanno proiettato il film in questo formato sono stati l'Arcadia di Melzo, in provincia di Milano, il Lumière di Bologna e il Teatro 5 di Cinecittà a Roma. La versione "roadshow" in 70 mm contiene un'overture e un intervallo. Alcuni dialoghi, inoltre, sono anche leggermente più lunghi.

Il nome del personaggio interpretato da Samuel L. Jackson è un omaggio al regista Charles Marquis Warren, noto soprattutto per aver diretto la serie tv "Gunsmoke" (andata in onda dal 1955 al 1975).

Nel corso della sua lunga carriera, il volto dell'attore Bruce Dern è stato spesso associato
al genere western. Dern ha preso parte a diversi film western come: "I Cowboys" (titolo originale: "The Cowboys") del 1972 di Mark Rydell (a causa della scena finale di questo film, dove il suo personaggio uccide John Wayne, Dern ricevette numerose minacce di morte da parte dei fans dell'attore) e ha partecipato anche a numerosi telefilm western come: "Wagon Train" (titolo italiano: "Carovane verso il west"), "The Virginian" (titolo italiano: "Il Virginiano"), "Rawhide" (titolo italiano: "Gli Uomini della Prateria"), "Gunsmoke", "Bonanza", "La Grande Vallata" e "The High Chaparral" (titolo italiano: "Ai Confini dell'Arizona").

Il cognome di Daisy è un omaggio all'attrice Faith Domergue, molto apprezzata da Tarantino nel film "Santa Fe Passage" (titolo italiano: "Satank, La Freccia che Uccide") del 1955 di William Witney.

Il look del Maggiore Marquis Warren ricorda quello di Lee van Cleef nel film "Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo" (1966) di Sergio Leone.

Il cognome dello sceriffo Chris Mannix potrebbe essere un riferimento al telefilm "Mannix" in onda dal 1967 al 1975.

Joe Gage era anche uno degli pseudonomi del regista Tim Kincaid.

In base a quanto dichiarato dallo stesso Tarantino, i due film che hanno maggiormente ispirato The Hateful Eight sono stati "Reservoir Dogs" e "La Cosa" (titolo originale "The Thing") del 1982 di John Carpenter con protagonista Kurt Russell. La Cosa è stato l'unico film che Tarantino ha mostrato al cast.

Il 19 Aprile 2014 all'interno del teatro dell'Ace Hotel a Los Angeles è stata organizzata una lettura dal vivo della sceneggiattura di The Hateful Eight. Per questa occasione, i ruoli di Bob, Daisy e Jody sono stati interpretati rispettivamente da Denis Ménochet, Amber Tamblyn e James Remar. L'intero ricavato dell'evento è andato in beneficienza.

Poco dopo l'uscita di "Django Unchained", trapelò la notizia che il successivo film di Tarantino si sarebbe dovuto intitolare "Killer Crow". In base a diverse indiscrezioni, questo film sarebbe stato ambientato nel 1944, dopo lo sbarco in Normandia e avrebbe avuto come protagonisti un gruppo di soldati afroamericani.

In origine, The Hateful Eight erano stato concepito come un sequel realizzato sotto forma di romanzo di Django Unchained intitolato "Django in White Hell".

Per il ruolo di Daisy Domergue furono prese in considerazione Jennifer Lawrence, Geena Davis, Hilary Swank, Katee Sackhoff, Michelle Williams, Robin Wright, Evan Rachel Wood e Demi Moore.

Viggo Mortensen fu contattato per il ruolo di Jody ma fu costretto a rifiutare a causa di precedenti impegni lavorativi.

Durante un'intervista al The Huffington Post (15 Dicembre 2015), Tim Roth ha affermato che il suo personaggio Oswaldo Mobray è l'antenato di uno dei protagonisti di Inglourious Basterds.
Dal momento che il vero nome del personaggio di Roth è English Pete Hicox si deduce che il discendente di Oswaldo altri non sarebbe che il tenente Archie Hicox.

Diversi membri del cast di The Hateful Eight avevano recitato anche nel precedente Django Unchained. Samuel L. Jackson (Maggiore Marquis Warren) aveva vestito i panni di Stephen, Walton Goggins (Sceriffo Chris Mannix) quelli di Billy Crash, James Parks (O.B. Jackson) quelli di un tracker, Bruce Dern (Generale Sandy Smithers) quelli di Old Man Carrucan, Zoë Bell (Six-Horse Judy) quelli di una tracker, Dana Gourrier (Minnie) quelli di Cora, Lee Horsley (Ed) quelli dello sceriffo Gus, Craig Stark (Chester Charles Smithers) quelli del sorvegliante Tommy Giles, Belinda Owino (Gemma) quelli di una delle serve di Candyland e Keith Jefferson (Charly) quelli dello schiavo Pudgy Ralph.

Il teaser trailer versione bootleg del film è stato proiettato nelle sale americane prima dell'inizio del film "Sin City: A Dame to Kill For" (2014) di Frank Miller e Robert Rodriguez.

In base a quanto raccontato da un divertito Bruce Dern in un'intervista, durante le riprese, Channing Tatum gli rivolse la domanda: "Now, you're not playing foxy old grandpa with me, are you?". Questa battuta provocò instantaneamente le risate di Dern e di Tarantino. Il motivo di tale ilarità stava nel fatto che quella stessa identica frase era stata pronunciata durante un episodio del telefilm "Il Virginiano" da Bruce Dern nei confronti di Lee J. Cobb (che interpretava il giudice Henry Garth). Tarantino, con grande stupore di Dern, la ricordava e aveva deciso di inserirla nella sceneggiatura come una sorta di omaggio nei suoi confronti. In seguito, la battuta (presente comunque nella sceneggiatura originale) è stata purtroppo tagliata.

Sia nella sceneggiatura che nei trailers ci si riferisce ad Oswaldo Mobray con l'appellativo di "little man". Little man era anche il soprannome con il quale i nazisti chiamavano il soldato Utivich in Inglourious Basterds.

Nella sceneggiatura originale, il personaggio di Bob è francese e non messicano.

La marca di tabacco in vendita da Minnie (nonchè la marca preferita dalla stessa) è la Red Apple, celebre "fake brand" (marca non realmente esistente) tarantiniano. [Per ulteriori approfondimenti, visita la pagina "Tarantino's Brands"]

Nella versione in lingua originale, la voce del narratore è quella di Quentin Tarantino.

Sulla diligenza dove viaggiano John Ruth e gli altri passeggeri è visibile la scritta "Butterfield Overland Stage". La diligenza vista nel film "Quel Treno Per Yuma" (titolo originale: "3:10 to Yuma") del 1957 di Delmer Daves riportava la scritta: "Overland Stage Line".

In una scena del trailer, si vede Joe Gage afferrare una pistola nascosta sotto al tavolo. Questa particolare inquadratura (vista solo nel trailer e leggermente modificata nel film) era stata utilizzata anche in Pulp Fiction e Inglourious Basterds.

Uno dei tre uomini uccisi dal Maggiore Warren si chiama Warren Vanders (particolare svelato dalla scenneggiatura). Questo è un omaggio all'omonimo attore noto per il film "Torna El Grinta" (titolo originale: "Rooster Cogburn") del 1975 di Stuart Millar con John Wayne e per aver preso parte a svariati telefilm western come "Gunsmoke", "Bonanza" e "La Grande Vallata".

Poco dopo l'ingresso da Minnie, John Ruth esclama (riferendosi a Mannix): "Sheriff of Red Rock, that'll be the day!". La frase "that'll be the day" era stata pronunciata molte volte da John Wayne nel film "Sentieri Selvaggi" (titolo originale: "The Searchers") del 1956 di John Ford. Inoltre, la celebre inquadratura utilizzata diverse volte nel film di Ford che riprende i personaggi in ombra davanti a un uscio viene riproposta anche in The Hateful Eight.

Daisy Domergue, nelle scene durante le quali ha il viso e i capelli completamente imbrattati di sangue, ricorda Sally (Marilyn Burns) durante le scene finali del film "Non Aprite Quella Porta" (titolo originale: "The Texas Chain Saw Massacre") del 1974 di Tobe Hooper.

Anche durante la scena iniziale del film "Il Grande Uno Rosso" (titolo originale: "The Big Red One") del 1980 di Samuel Fuller con Lee Marvin, compare un enorme crocifisso.

Chris Mannix chiede ad Oswaldo se è diretto a Red Rock per giustiziare tale Lance Lawson. Lance Lawson era il capo di Tarantino quando il regista poco più che ventenne lavorava come commesso al videonoleggio "Video Archives".

Joe Gage pronuncia la frase: "A basterd's work is never done" (tradotto in italiano con: "La madre dei bastardi è sempre incinta eh, John Ruth?") . Questa era una delle frasi promozionali del film "Inglourious Basterds".

Channing Tatum interpreta per la prima volta nella sua carriera il ruolo di un cattivo.

Il Maggiore Warren è l'ennesimo personaggio tarantiniano a ricevere una pallottola ai testicoli.

Il Maggiore Warren afferma di star sanguinando come un maiale sgozzato ("...bleedin like a stuck pig"). Lo stesso paragone era stato utlizzato da Mr. White per descrivere la condizione di Mr. Orange in Reservoir Dogs ("We got a guy who's shot in the belly, who can't walk, bleeds like a stuck pig").

Un istante prima di colpire Warren, Jody pronuncia la frase, in parte in inglese e in parte in spagnolo: "Say adios to your huevos". Questa stessa identica frase, pronunciata però in parte in tedesco ("Say auf Wiedersehen to your nazi balls") era stata detta da Stiglitz in Inglourious Basterds.

Il Generale Smithers rifiuta di rivolgere la parola a John Ruth, affermando che quest'ultimo non è altro che una iena ("You sir, are a hyena and I have no wish to speak to you.").
Nonostante, questo risulti per il pubblico italiano un ovvio riferimento a Jena Plissken, personaggio interpretato da Kurt Russell nel cult "1997: Fuga da New York" (titolo originale: "Escape from New York") del 1981 di John Carpenter, bisogna tenere conto che il soprannome "Jena" è solo frutto dell'adattamento italiano. Il nome del protagonista del film, nella versione originale, è infatti Snake Plissken.

Quando Il Maggiore Warren ricorda il periodo durante il quale, molti uomini avevano cercato di farlo fuori per incassare la grossa taglia che pendeva sulla sua testa, pronuncia la frase: "... but it wasn't for lack of tryin'". Anche La Sposa all'inizio del volume 2 aveva pronunciato la stessa frase riferendosi ai suoi ex colleghi durante la strage di El Paso ("Looked dead, didn't I? Well, I wasn't. But it wasn't from lack of trying, I can tell you that.").

Il primo piano dei piedi di Oswaldo che camminano sulle caramelle (jelly beans) cadute a terra, ricordano una scena simile vista in Django Unchained.

Jody chiede a Minnie se può arrotolargli una sigaretta. Anche Mia Wallace aveva fatto la stessa richiesta a Vincent Vega in una scena di Pulp Fiction.

Oswaldo Mobray viene colpito allo stomaco proprio come Mr. Orange in Reservoir Dogs.

John Ruth e il Maggiore Marquis Warren si erano precedentemente incontrati nella città di Chattanooga in Tennessee. Quentin Tarantino raramente si lascia scappare l'occasione di citare lo stato che gli ha dato i natali.

La chitarra suonata da Daisy in una scena era una preziosa Martin (una tra le migliori marche di chitarre acustiche al mondo) risalente circa al 1870 ed era stata prestata al set del film dal Martin Guitar Museum di Nazareth, in Pennsylvania. Purtroppo a causa di un grossolano errore (chi di dovere si dimenticò di avvisare Russell che la chitarra in mano alla Leigh era il pezzo autentico e non una delle repliche) l'antica chitarra venne distrutta durante le riprese. Lo sgomento che si legge sul volto di Daisy, dunque, è reale e non frutto dell'interpretazione della Leigh. In base alle dichiarazioni rilasciate in seguito all'accaduto, sembrerebbe che il direttore del Martin Museum non abbia accolto affatto bene la notizia. [Trivia segnalato da Melania Quattrociocchi]

La straordinaria colonna sonora originale composta dal maestro Ennio Morricone è stata premiata con un Oscar, un Golden Globe, un Bafta e una pioggia di altri riconoscimenti.

L'interpretazione di Jennifer Jason Leigh è valsa all'attrice una candidatura come migliore attrice non protagonista agli Oscar 2016, ai Golden Globes, ai Bafta awards e diversi altri riconoscimenti.

La "Funko Pop!" ha realizzato quattro statuine in vinile raffiguranti il Maggiore Warren, John Ruth, lo sceriffo Mannix e Daisy Domergue. Le action figures saranno disponibili a partire da Febbraio 2016.

La Neca ha prodotto 8 action figures, alte circa 20 cm, raffiguranti i personaggi principali del film (Marquis Warren, John Ruth, Chris Mannix, Daisy Domergue, Joe Gage, Bob e Sandy Smithers). Le action figures sono in vendita da Gennaio 2016.

L'inquadratura che riprende due personaggi seduti in poltrona uno di fronte all'altro davanti a un camino (Mannix e Smithers, Warren e Smithers, Sweet Dave e Smithers e infine Jody e Smithers) era già stata usata in Django Unchained.

In una scena di Django Unchained, Stephen, riferendosi al coinvolgimento del Dottor Schultz, esclama: "Now, why that German gives a fuck who that uppity son of a bitch is in love with, I'm sure I don't know". Una frase simile viene pronunciata In The Hateful Eight dal Maggiore Warren riferita all'improbabile fascino esercitato da Daisy nei confronti di uno dei presenti: "So what charms this bitch got, take a man brave a blizzard, kill in cold blood, I'm sure I don't know."

Il flashback che rivela le (presunte ?) umiliazioni inflitte dal Maggiore Warren al figlio del Generale Smithers ricordano una famosa scena del film "Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo" (1966) di Sergio Leone, durante la quale Tuco (Eli Wallach) costringe sotto minaccia di morte il Biondo (Clint Eastwood) a camminare a piedi nel deserto sotto il sole cocente. [Trivia segnalato da Francesco Domaneschi]

Durante l'inaspettato colpo di scena che rivela al pubblico la presenza di qualcuno nascosto nello scantinato, la telecamera scivola rapidamente verso il basso fino a mostrare Jody pronto a far fuoco. Questa stessa tecnica era stata utilizzata in Inglourious Basterds quando durante la scena nella fattoria dei La Padite viene svelato il nascondiglio dei Dreyfus. [Trivia segnalato da Francesco Domaneschi]

In una delle scene iniziali, il maggiore Warren, sorpreso dalla cospicua taglia sulla testa di Daisy Domergue, esclama: "Damn, what she do? Kill Lillie Langtry?" (Accidenti, cosa ha fatto? Ha ucciso Lillie Langtry?). Lillie Langtry (spesso scritto Lily Langtry), attrice inglese di grandissimo fascino e bellezza, iniziò la sua carriera a partire dal 1881 diventando negli anni a seguire incredibilmente popolare anche
negli Stati Uniti. Per non poter considerare anacronistica la battuta di Warren, si dovrebbe, quindi, prendere in considerazione una data non inferiore al 1881 come anno di ambientazione del film anche se il regista ha più volte dichiarato che The Hateful Eight si svolge durante un periodo imprecisato successivo alla guerra di secessione (1861-1865) ma non oltre 6, 8 o 12 anni dopo.
Nell'edizione italiana, il riferimento alla Langtry è stato sostituito con quello alla più nota Calamity Jane.

Il brano cantato da Daisy Domergue, "Jim Jones at Botany Bay", è un'antica ballata tradizionale australiana che narra della deportazione di un prigioniero inglese nella colonia australiana di Botany Bay. Questo brano, scritto probabilmente prima del 1830 (anno in cui il brigante Jack Donahue, citato nel testo, venne assassinato) fu pubblicato per la prima volta nel 1907.
Jim Jones, colpevole di un crimine che non ci viene reso noto, viene condannato alla deportazione nella terribile colonia penale di Botany Bay. Il giudice lo mette al corrente che se durante i lavori forzati non righerà dritto verrà sicuramente impiccato e i corvi spolperanno le sua ossa. Durante il viaggio, la nave viene assalita dai pirati, ma l’attacco viene respinto. Jim Jones afferma che avrebbe preferito unirsi a loro o addirittura annegare piuttosto che raggiungere Botany Bay. La vita nella colonia, si rivelerà per Jim Jones orribile proprio come previsto, tanto che l'uomo spera un giorno di poter fuggire e unirsi alla banda di qualche brigante come quella dell'impavido Jack Donahue per potersi vendicare dei propri aguzzini.
Nonostante la presenza di questo brano nel film rappresenti un evidente anacronismo (è improbabile che Daisy conosca una ballada australiana che non era neanche stata pubblicata in quel periodo) è interessante notare come il testo della canzone sia molto vicino alla condizione di Domergue.

Haberdashery è un termine con il quale nel Regno Unito si identificano le mercerie (botteghe dove è possibile acquistare tutto l'indispensabile per cucire) mentre negli Stati Uniti i negozi che trattano abbigliamento maschile e accessori (cappelli, guanti e cravatte) in stile classico.
In Django Unchained, il Dottor Schultz conduce Django proprio in un negozio del genere ("Chattanooga Haberdashery") per fargli dono degli abiti da valletto. Il termine, negli Stati Uniti, è ormai un po' in disuso e poco utilizzato. Detto questo, appare chiaro che nessuno dei due esercizi risulti perfettamente compatibile con l'attività gestita da Minnie in The Hateful Eight.
L'emporio di Minnie (come è stato giustamente tradotto in italiano, data la difficoltà di una corretta trasposizione in lingua italiana) rappresenta il tipico luogo visto e rivisto in moltissimi film western dove chi entrava poteva richiedere svariati servizi come un pasto caldo, un letto per riposare, una vasca per potersi lavare ma dove era anche possibile acquistare cappelli, capi d'abbigliamento, generi alimentari e oggetti di ogni sorta. Il perchè Tarantino abbia chiamato tale luogo "haberdashery" risulta abbastanza incomprensibile ma come spesso accade, penso che certe scelte bizzarre del regista non debbano essere analizzate razionalmente ma debbano essere interpretate come semplici "fissazioni" che il regista ha nei riguardi di piccoli dettagli come in questo caso per una parola singolare che nella sua testa suona particolarmente bene.

Nella sceneggiatura originale (la seconda stesura, quella con il finale modificato), Jody non viene ucciso da Warren con un unico colpo di pistola alla testa ma viene gravemente ferito e lasciato cadere all'interno dello scantinato in balia dei numerosi topi che vi dimorano. Le urla disperate di Jody che viene letteralmente divorato dai famelici roditori faranno da macabro sottofondo a tutta la scena finale.

Molti spettatori hanno interpretato la scena durante la quale Warren permette a Ruth di leggere la lettera di Lincoln come una sorta di rivisitazione della celebre scena della valigetta di Pulp Fiction. Se si presta attenzione, infatti, quando il maggiore rimuove la lettera dalla busta, questa viene colpita dal sole e sembra quasi emanare luce propria. Questa luminosità scaturita dal foglio bianco, per un attimo si riflette anche sul volto di John Ruth, rievocando instantaneamente nella memoria dello spettatore l'iconica scena del capolavoro del 1994. Numerosi spettatori hanno, inoltre, pensato che la lettera di Lincoln potesse essere considerata proprio per il suo accostamento alla valigetta, il MacGuffin di The Hateful Eight. A mio parere, più che la lettera, il vero MacGuffin del film altri non è che la città di Red Rock.
[Trivia segnalato da garacolpo]

In una delle scene finali del film, Daisy chiude gli occhi poco prima di ricevere dal maggiore Warren quella che immaginava sarebbe stata la pallottola che l'avrebbe uccisa. Durante la scena dell'incidente nella prima metà di Death Proof, anche Arlene affronta la morte imminente chiudendo gli occhi.

Chris Mannix si riferisce in più occasioni al padre chiamandolo con un puerile "daddy".
Questo modo decisamente infantile per un uomo adulto di riferirsi a un genitore era stato utilizzato anche da Nice Guy Eddie nei confronti del padre Joe Cabot in Reservoir Dogs.

Le taglie che gravano sulle teste dei personaggi del film sono a dir poco esagerate. Basti pensare, infatti, che in quel periodo furono considerati una cifra esorbitante i "soli" 5.000 dollari (che corrisponderebbero a più di 100.000 dollari odierni) attribuiti alla testa del bandito Jesse James e che quella sulla testa di Billy the kid era di "appena" 500 dollari (poco più di 12.000 dollari odierni). Per questo motivo, la taglia di 10.000 dollari di Daisy (che corrisponderebbero a più di 200.000 dollari odierni) o addirittura quella di 50.000 di Jody (che corrisponderebbero a più di 1.000.000 dollari odierni) sono da considerarsi totalmnte inverosimili. La stragrande maggioranza delle taglie poste sulle teste dei banditi di quell'epoca erano cifre nettamente inferiori.

Durante la scena dell'impiccagione di Daisy, le due racchette da neve appese alla parete sembrano formare un paio di ali sulla schiena della donna.

Data la natura manipolatrice e tendente all'inganno del Maggiore Warren (basti pensare alla lettera di Lincoln e ai dettagli alquanto improbabili sull'ultimo giorno di vita del figlio del Generale), molti spettatori hanno messo in dubbio anche la veridicità del fatto che all'interno dell'emporio fosse stato davvero affisso il cartello che vietava l'ingresso ai cani e ai messicani. Secondo alcuni, infatti, questo dettaglio era stato architettato dal Maggiore con il solo scopo di far cadere Bob nella sua trappola. Se, infatti, si presta attenzione al comportamento di Minnie nei confronti del gruppo di Jody, Bob compreso, non si noterà nè un accenno di fastidio nè tantomeno odio della donna nei confronti del messicano, anzi, la proprietaria dell'emporio si dimostrerà sempre gentile ed estremamente ospitale con tutti.

Durante la visione del film non è possibile non notare alcuni tipici "marchi di fabbrica tarantiniani" come i primi piani dei piedi, l'inquadratura dal punto di vista del corpo a terra, le riprese dall'alto etc...

[Per ulteriori marchi di fabbrica tarantiniani visita la pagina "Trademarks"]

Anche The Hateful Eight, come i precedenti Inglourious Basterds e Kill Bill, è scandito da capitoli numerati.

Il personaggio interpretato da Zoë Bell viene presentato tramite un'inquadratura improvvisa della ragazza che compare di scatto appoggiata alla finestra della diligenza. Questa scena ne ricorda una vista in Death Proof durante la quale Zoë si appoggia all'improvviso al finestrino della macchina di Kim rivelando che la caduta dall'auto non le era stata fatale.

Quando Oswaldo cerca di placare il primo scambio di battute tra Warren e Smithers, pronuncia la frase: "Now, my Nubian friend, while I realize passions are high, that was a while ago".
Anche il dottor Schultz in Django Unchained aveva detto una frase simile a Big Daddy ("I realize passions are high but I must warn you, the penalty for taking deadly force against an officer of the court in the performance of his duty is you'll be hung by the neck until you're dead").

The Hateful Eight ha subito fortissime influenze dal film "Il Grande Silenzio" (1968) di Sergio Corbucci con Jean-Louis Trintignant e Klaus Kinski. I due film hanno in comune non solo la collocazione all'interno di un paesaggio innevato e la presenza di cacciatori di taglie dalla dubbia moralità ma anche diversi dettagli (Tigrero, proprio come Warren, chiede al conducente di aiutarlo a collocare i cadaveri dei criminali uccisi sul tetto della diligenza dietro compenso; Silenzio si avvale sempre della legittima difesa per uccidere i nemici proprio come Warren con il generale Smithers), intere scene (Lo sceriffo Gideon rimane a piedi in mezzo alla neve, proprio come era successo a Mannix, e chiede un passaggio alla diligenza che già stava trasportando Silenzio. Al gruppo si unirà anche Tigrero poco dopo), molte inquadrature (soprattutto della diligenza dulla neve) e dialoghi (Durante il viaggio sulla diligenza, Tigrero spiega allo sceriffo perchè preferisce uccidere i criminali quando la taglia dice "vivo o morto". Lo stesso pensiero era stato espresso da Warren nel film di Tarantino). [Grazie a Luca Spagnoletti e Gianpaolo Basile per la segnalazione]