Sceneggiatura Originale
- Traduzione Italiana -
 

CAPITOLO 8
- LA CRUDELE TUTELA DI PAI MEI -

 

SCHERMO NERO.
Appare la scritta: Capitolo otto "La crudele tutela di Pai Mei".

ASSOLVENZA SU:
ESTERNO. CATENA MONTUOSA - CINA - GIORNO.
Viene inquadrata una bellissima catena montuosa situata nella zona centrale della Cina. Compare la scritta: "Proprio nel bel mezzo della Cina".
La voce fuori campo di Bill si sovrappone al bellissimo paesaggio.
L'uomo inizia a narrare una storia.

Bill (fuori campo): Tanto tempo fa, in Cina, alcuni credono intorno
all'anno 1003 ...

La storia narrata da Bill viene illustrata sullo schermo attraverso alcune scene tratte dai vecchi film anni '70 di arti marziali della "Shaw Brothers", in particolare da quelli che avevano come protagonista l'attore cinese Lo Lieh nei panni del vecchio cattivo Pai Mei, personaggio caratterizzato dai capelli e dalle sopracciglia bianche.

Bill (fuori campo): il sommo sacerdote del Clan del Loto Bianco, Pai Mei, stava camminando per strada, contemplando qualsiasi cosa un uomo dal potere infinito come Pai Mei potesse contemplare – è un modo come un altro per dire: "e chi lo sa?" – quando un monaco Shaolin apparve nella strada, diretto dalla parte opposta. Quando il monaco e il prete si incrociarono, Pai Mei in una pressoché inspiegabile dimostrazione di generosità, rivolse al monaco un impercettibile cenno di saluto.
Il cenno non fu ricambiato.
Intenzione del monaco era forse quella di insultare Pai Mei?
O forse non era egli riuscito a vedere il generoso gesto sociale?
Le ragioni del monaco restano ignote. Ma sono note le conseguenze.
Il mattino seguente, Pai Mei si presentò al tempio Shaolin e pretese che il sommo abate del tempio gli offrisse la sua testa per rimediare all'insulto subito.
L'abate all'inizio cercò di consolare Pai Mei, ma ben presto si accorse che Pai Mei era inconsolabile. E così ebbe inizio il massacro del tempio Shaolin e di tutti i 60 monaci che ospitava, per mano del Loto Bianco. E così cominciò anche la leggenda della tecnica dell'esplosione del cuore con dieci colpi delle dita.

La Sposa (fuori campo): E cosa sarebbe la tecnica dell'esplosione del cuore con dieci colpi delle dita?

Bill (fuori campo): Semplicemente la mossa più letale di tutte le arti marziali. Lui ti colpisce con la punta delle dita comprimendo dieci diversi punti di pressione del tuo corpo, e poi ti lascia andare via. Ma non appena hai compiuto cinque passi, il tuo cuore esplode all'interno del corpo e tu cadi a terra, morto.

Sullo schermo vediamo Pai Mei mettere in atto questa tecnica su cinque monaci shaolin.

ESTERNO. JEEP IN MOVIMENTO - GIORNO.
Quella che abbiamo davanti è una scena appartenente a un passato ormai
abbastanza lontano.
Bill e la Sposa, stanno viaggiando su una jeep attraverso le montagne della Cina. La loro destinazione è la dimora di Pai Mei.

La Sposa: Te l'ha insegnata?

Bill: No, lui non la insegna a nessuno la tecnica dell'esplosione del cuore con dieci colpi delle dita. Pai Mei rappresenta il pensiero di Nietzsche fatto persona.
Se non ti ucciderà, di sicuro ti renderà più forte.
Ascolta, una delle cose che mi sono sempre piaciute di te, bimba (ndr. Bill la chiama "Kiddo") è che sei molto saggia nonostante la tua età.
Perciò permettimi di dare un consiglio a chi è già saggio.
Qualsiasi cosa, ripeto: QUALSIASI COSA dica Pai Mei, obbedisci.
Se farai trasparire anche per un solo istante uno sguardo di sfida ti caverà gli occhi. Se sul tuo volto apparirà quell'arroganza d'americana ti spezzerà la schiena e il collo come fossero ramoscelli.
E fine della storia.

ESTERNO. IL TEMPIO DEL LOTO BIANCO - GIORNO.
La Sposa è da sola, all'interno della jeep parcheggiata di fronte la dimora di Pai Mei, situata in cima alla montagna del Loto Bianco.
Per più di 100 anni, la casa di Pai Mei è stata il tempio del clan del Loto Bianco di cui egli era l'alto prelato.
Il tempio fungeva da casa per oltre 60 preti e discepoli.
Ma adesso, nel 1990, non esiste più nessun clan del Loto Bianco.
I preti sono ormai tutti morti.
Quello che rimane è solo un uomo molto vecchio che parecchio tempo prima,
alcuni adoravano come un Dio e altri temevano come un diavolo...nessuno dei due differenti modi di considerarlo era errato.
Un'immensa scalinata in pietra composta da 100 gradini si erge sulla collina che conduce da Pai Mei.
Bill scende la scala e raggiunge la jeep.

Bill: Ti accetta come sua studentessa.

La Sposa: L'hai beccato di buon umore, eh?

Bill: Di umore sadico, direi.

La Sposa salta fuori dalla jeep e prende la sua borsa dal bagagliaio.
Bill lancia un'occhiata ai gradini di pietra dai quali è appena sceso.

Bill: Il solo dover riguardare questi gradini mi fa stare male.
Ti divertirai un sacco a salire e scendere da questa cazzo di scala caricando secchi d'acqua.

La Sposa: Perchè mi ha accettata?

Bill: Perchè è un uomo molto, molto, molto vecchio.
E proprio come tutti gli stronzi bastardi del mondo, anche lui col passare degli anni comincia a sentirsi solo. Non che questo possa in qualche modo cambiare la loro vera indole ma almeno li porta ad apprezzare di più il valore della compagnia.

La Sposa: Quando ti rivedrò?

Bill: Questo è il titolo della mia canzone soul preferita degli anni '70 (ndr: "When Will I See You Again?").

La Sposa: Cosa?

Bill: Niente. Quando lui mi dirà che sei pronta.

La Sposa: E quando pensi che succederà?

Bill: Bhe, questo, mia cara, dipenderà solo da te.
Per almeno tutto il primo anno ricordati di non rispondere in modo impertinente e di evitare le battute sarcastiche. Dovrai prima farlo affezionare un po' a te.
Odia la razza bianca, detesta gli americani e non prova altro che disprezzo per le donne... quindi nel tuo caso ci vorrà un po' di tempo.
Adios.

Primo piano della jeep che sfreccia via velocemente.
Alla Sposa, rimasta ormai sola, non resta che iniziare a percorrere la lunga scalinata di pietra che porta da Pai Mei.
INTERNO. IL TEMPIO DEL LOTO BIANCO.
L'enorme tempio ha sicuramente mantenuto l'aspetto che aveva 100 anni prima. L'unica differenza è che adesso è vuoto e polveroso.
La Sposa ne varca la soglia.
L'aver salito tutti quei dannati scalini le ha procurato un evidente fiatone.

La Sposa (ad alta voce): C'è nessuno?

La sua voce echeggia all'interno del vasto tempio.
Pai Mei le risponde. La voce dell'uomo risuona da lontano.

Voce di Pai Mei (fuori campo): In cima alle scale, donna yankee!

Una bellissima (ma polverosa) scalinata in mogano separa la donna dalla camera privata di Pai Mei.

La Sposa (fra sé e sé): Cristo, ancora scale...

La voce dell'uomo rimbomba ancora:

Voce di Pai Mei (fuori campo): Se è Cristo che cerchi, ritorna subito da dove sei venuta.

La Sposa sale la scala di legno.
INTERNO. CAMERA PRIVATA DI PAI MEI.
PUNTO DI VISTA DI PAI MEI: L'uomo vede la Sposa attraverso la tenda
trasparente color scarlatto che ha davanti.
La donna fa qualche passo in avanti poi si inginocchia su una gamba e china il capo.
* Da questo momento in poi, uno scadente doppiaggio in lingua inglese si sovrapporrà alle voci della Sposa e di Pai Mei quando questi comunicheranno in mandarino.

La Sposa*: Maestro, non sono degna di essere tua allieva...

Pai Mei non viene ancora svelato agli spettatori.

Voce di Pai Mei*: Il tuo mandarino è disgustoso.
Non riesco a comprendere una singola parola di quello che dici.
Mi provoca dolore alle orecchie.
Evita di parlare se non ti viene richiesto.
Riesci a comprendere il mandarino meglio di quanto non lo parli?

La Sposa*: Parlo molto bene il giapponese...

Voce di Pai Mei*: Non ti ho chiesto se parli giapponese o mongolo, ti ho chiesto se capisci il mandarino!

La Sposa*: Un poco, sto ancora imparando.

Voce di Pai Mei*: Tu sei qui per imparare i misteri del kung fu, non le lingue. Se non mi capisci, comunicherò con te come si fa con i cani.
Urlerò, indicherò e ti colpirò con il bastone!

La Sposa ha ancora il capo chino e gli occhi fissi a terra.
STACCO SU Pai Mei.
Il suo aspetto è uguale a quello che aveva negli spezzoni di film di kung fu mostrati precedentemente. Ha gli stessi lunghi capelli bianchi, la stessa lunga barba bianca, le stesse sopracciglia bianche e la medesima lunga tonaca bianca fluttuante.
L'unica differenza è che è molto più vecchio.
Dimostra all'incirca 100 anni.
L'uomo è ancora seduto immobile dietro al velo scarlatto.

Pai Mei*: Bill, è il tuo maestro, non è vero?

La Sposa*: Si, lo è.

Pai Mei*: Il tuo maestro mi ha detto che hai un po' di addestramento.
Quale tecnica conosci?

La Sposa*: Sono esperta in una combinazione tra gli stili Tigre e Gru.
E sono più che esperta nella raffinata arte della spada samurai.

Pai Mei*: (si lascia sfuggire una risata nasale)
La raffinata arte della spada samurai...ma non farmi ridere!
La tua cosiddetta arte raffinata si addice solo a quei testoni giapponesi!
Sei veramente una povera idiota!

La Sposa solleva il capo e lancia un'occhiataccia a Pai Mei.

Pai Mei*: Cagnaccia insolente! Come osi?

La Sposa abbassa nuovamente lo sguardo.

La Sposa*: Mi dispiace, maestro...

Pai Mei*: Silenzio! Non ho intenzione di stare a sentire le tue incomprensibili scuse!

Dopo un attimo di pausa, Pai Mei comincia a ridacchiare tra sè e sè e
contemporaneamente si liscia la lunga barba bianca.

Pai Mei*: La tua rabbia mi diverte. Credi di essere alla mia altezza?

La Sposa*: No.

Pai Mei*: Ti rendi conto che posso ucciderti quando voglio?

La Sposa*: Si.

Pai Mei*: Quindi, vuoi morire?

La Sposa*: No.

Pai Mei*: Allora devi essere stupida. Alzati in piedi, razza di stupida e fammi dare un' occhiata decente a quella tua ridicola faccia.

La Sposa si alza.
Primo piano della Sposa con gli occhi bassi, vista attravverso il velo.
Pai Mei ride di nuovo fra sè e sè.

Pai Mei*: Respiri ancora con affanno!
Quei 100 gradini devono averti proprio sfiancato!
Quindi, la tua stupidità è pari solo alla tua debolezza!
C'è qualcosa che riesci a fare bene?
Oh, certo! Tu parli giapponese!
Io disprezzo i dannati giapponesi!
Pensavo che un'americana sarebbe stata immune ai loro boriosi atteggiamenti. Bhe, a quanto pare mi sbagliavo.
Vai ad aprire quel baule.

La donna bionda si dirige verso un grande baule di legno che contiene ogni sorta di arma da taglio.

Pai Mei*: Estrai la spada.

La Sposa afferra una grande e pesante spada cinese in acciaio.
Pai Mei si alza, sposta finalmente la tenda che lo ha tenuto semi nascosto fino a quel momento e si avvicina alla Sposa.

Pai Mei*: Voglio proprio vedere quanto sei brava.
Prova a colpirmi. Se riuscirai a colpirmi anche una sola volta, mi inchinerò dinnanzi a te e ti chiamerò maestra.

La Sposa non se lo fa certo ripetere due volte e dà immediatamente inizio al combattimento. Tutti i rapidi fendenti tirati dalla Sposa vengono schivati da Pai Mei con indicibile destrezza. Lo stile di combattimento dei due richiama all'istante quello dei vecchi film della Shaw Brothers.
Nonostante i movimenti della Sposa appaiano rapidi ed esperti, la donna
non riesce a celare lo sforzo e la frustrazione causati dall'affrontare un
avversario come Pai Mei. Quest'ultimo, invece, non appare minimamente
provato dal combattimento, anzi riesce addirittura a parlare mentre schiva
divertito (e con facilità) gli attacchi della donna.

Pai Mei*: Andiamo donna, non riesci neanche a colpire un vecchio?

La Sposa continua a provare...

Pai Mei*: La tua abilità è davvero scarsa.

Pai Mei le sferra un violentissimo colpo con il palmo della mano centrandola in pieno petto. La donna si schianta rovinosamente contro il muro sbattendo la schiena. La Sposa, prima, si stringe forte il petto dolorante e poi rigurgita qualche goccia di sangue mentre tossisce.
Pai Mei ride mentre liscia la sua lunga barba bianca.

Pai Mei*: Ah ah ah ah ah! Ho combattutto contro degli storpi che mi hanno
dato più filo da torcere! Combatti, maledizione!

La Sposa lo attacca con una furia inaudita.
Pai Mei ricomincia a schivare la sua spada con estrema facilità (l'uomo, a volte salta, altre si abbassa o altre ancora si allontana mantenendosi sempre a debita distanza dal raggio d'azione della Sposa).
All'improvviso, dopo aver compiuto un lungo salto verso il cielo, l'uomo atterra perfettamente in piedi proprio sulla lama della spada brandita dalla Sposa. La donna rimane come pietrificata dalla sorpresa...non riesce proprio a credere a quello che vede. Pai Mei le sorride dicendo:

Pai Mei*: Da qui, hai un ottima visuale del mio piede.

Detto questo, scende dalla spada tramite un salto all'indietro e mentre
lo esegue sferra un calcio a mezz'aria contro il viso della Sposa.
La donna sbatte contro un muro di legno che a causa del forte colpo si squarcia creando un grosso foro. La Sposa vi passa letteralmente attraverso finendo in un'altra stanza. La Sposa si rialza e riemerge dallo squarcio nel muro.
Pai Mei la sta apettando con in mano la spada. L'uomo fa volteggiare l'arma come se fosse un bastone da cheerleader.
A un certo punto, l'uomo ferma la spada e la punta dalla parte dell'elsa verso la Sposa.

Pai Mei*: Ti arrendi? O vuoi provare ancora?

Dal viso della Sposa traspare una forte determinazione.
La donna si è ormai resa conto che non riuscirà mai a sconfiggerlo ma ha comunque deciso di non gettare la spugna perchè pensa che sarà proprio questa sua voglia di non arrendersi a farle guadagnare punti agli occhi di Pai Mei. La Sposa, dunque, riprende in mano la spada e ci riprova. Il combattimento riprende, ma questa volta, però, Pai Mei inizia ad afferrarle il braccio che regge la spada in modo da farle compiere movimenti che potrebbero arreccarle gravi danni. L'uomo, infatti, prima le avvicina la lama all'altro braccio...

Pai Mei*: Quella lama è molto affilata. Stai attenta a non mozzarti il braccio.

...poi, le piega il braccio fino a portare la spada a pochi cm dalla gola...poi lo contorce di nuovo portando la lama vicino al fianco...poi lo piega ancora (e nello stesso momento le sferra un calcio alla gamba) avvicinando la punta della spada alla sua coscia...

Pai Mei*: Se non riesci a combattere meglio di così, a cosa ti serve la gamba?

Alla fine, Pai Mei decide di lasciarle libere le braccia e la Sposa ne approfitta subito per sferrargli con rabbia un potente colpo di spada che, però, Pai Mei evita con grande calma girando su sè stesso. Dopo pochi istanti, l'uomo le si riavvicina e la attacca sferrandole un calcio tanto forte da farla piegare in due per il dolore e successivamente le accosta la sua stessa spada tra le gambe con la lama rivolta contro l'inguine.

Pai Mei*: Questo sarebbe quantomeno umiliante.

Pai Mei le sottrae la spada dalla mano e sferra un primo fendente che si ferma proprio vicino alla sua giugulare, poi sferra un secondo colpo che si ferma alla gola e infine sferra un terzo fendente che si ferma vicino al capezzolo del seno destro.

Pai Mei*: La tua abilità nel maneggiare la spada al massimo è da dilettante.

Pai Mei lancia la spada in aria e poi la riprende afferrandola dalla punta della lama, poi come se fosse una mazza la scaglia dalla parte dell'impugnatura contro la testa della Sposa. La donna urla e cade a terra tenendosi il bernoccolo.

Pai Mei*: Ho 150 anni e non riesci neanche a farmi versare un goccia di sudore?

Spezza la spada in due con la mano.

Pai Mei*: Vediamo come se la cava il tuo stile Tigre e Gru contro il mio stile Artiglio d'Aquila.

La Sposa attacca di nuovo.
Come in un film con Gordon Liu e Lo Lieh, i due iniziano a combattere
mettendo in pratica il proprio stile ipirato al mondo animale.
I loro movimenti ricordano quasi le eleganti movenze di una danza.
La Sposa sferra un colpo che viene subito bloccato da Pai Mei.
L'uomo inizia a inveire contro di lei, urlando.

Pai Mei*: Patetico! Terribile! Razza di idiota, non avresti dovuto sferrare un colpo in quel modo! E questo lo chiami "Stile Gru"?
Basta così! Mi hai stufato!

Con un minimo sforzo, le afferra il polso, lo contorce e le porta il braccio all'indietro. Il dolore è tale che la donna piomba a terra con ancora il braccio bloccato in aria dietro la schiena e il polso ancora stretto tra le dita di Pai Mei. Se solo volesse, l'uomo potrebbe facilmente spezzarle il braccio in due.

Pai Mei*: Ti ho chiesto di mostrarmi quello che sai fare e l'hai fatto.
Quello che sai fare però è il nulla più assolluto!

Le contorce il polso provocandole un dolore lancinante.

Pai Mei*: L'unica cosa che sapete fare, voi donne yankee, è ordinare al ristorante e spendere i soldi di un uomo.

Continua a contorcerle il polso.
La donna urla per il forte dolore.

Pai Mei*: E' un dolore atroce, non è vero?
Ti ho fatto una domanda!

Mentre digrigna i denti, la Sposa risponde:

La Sposa*: Si!

Pai Mei*: Potrei mozzarti di netto il braccio, sai?
Penso proprio che lo farò.

Alza l'altro braccio come per colpirla.
La Sposa, allora, urla in inglese:

La Sposa: No, ti prego! Non farlo!

Pai Mei*: Se intendi parlare la tua lingua, sei venuta nel posto sbagliato.

La Sposa*: Ti prego, non mozzarmi il braccio!

Pai Mei*: E' il mio braccio adesso e ci faccio quello che voglio. Se sei in grado di fermarmi ti consiglio di provarci.

La Sposa*: Non posso!

Pai Mei*: Perchè ti senti inerme?

La Sposa*: Si!

Pai Mei*: Ti eri mai sentita così, prima d'ora?

La Sposa*: No!

Pai Mei*: Paragonata a me, tu sei come un verme che cerca di lottare contro un'aquila?

La Sposa*: Si!!!

Pai Mei*: Questo è l'inizio!

Le lascia il polso. La donna si afferra il braccio ancora dolorante.

Pai Mei*: Desideri imparare a far sentire gli altri inermi come lo eri tu, prima?

La Sposa*: Si.

Pai Mei*: Sai cucinare?

La Sposa*: Si.

Pai Mei*: Questo sarò io a deciderlo.
(pausa)
Ora, va a prepararmi un bagmo.
Il tuo allenamento avrà inizio domani.
Ma ricordati che quel braccio è ancora mio e che quindi, rischi ancora di perderlo.

STACCO TEMPORALE.
ESTERNO. TEMPIO DEL LOTO BIANCO - GIORNO.
Pai Mei è in piedi di fronte a un muro di legno distante 3 pollici (ndr: circa 7 cm) da lui. Il suo pugno destro è allineato all'altezza del petto. L'attenzione dell'uomo è concentrata su un punto nel muro.
La Sposa guarda la scena in piedi dietro di lui.
Pai Mei emette un urlo e con il pugno trapassa il muro.
Poi si gira rivolgendosi alla sua nuova allieva.

Pai Mei*: Dato che ora, il tuo braccio mi appartiene, voglio che sia forte. Sei in grado di farlo anche tu?

La Sposa*: Si, ma non da così vicino.

Pai Mei*: Allora, non lo sai fare!

La Sposa*: Posso riuscirci ma da una distanza di 6 pollici (ndr: circa 15 cm).

Pai Mei*: E puoi anche sparare a qualcuno con un fucile di precisione da un tetto, ma non è questo quello che ti ho appena chiesto.
Che cosa succederebbe se il tuo nemico si trovasse a 3 pollici da te, che cosa faresti in quel caso? Ti chiuderesti a riccio o lo trapasseresti con un pugno?

Colpisce di nuovo il muro lasciandovi un altro buco.

Pai Mei*: Ora, comincia.

La Sposa prende posizione davanti al muro e lo colpisce.
L'unico effetto del pugno è la macchia di sangue proveniente dalla sue nocche graffiate che si è impressa nel legno.
La donna riprova ancora e ancora...
INTERNO. INTORNO A UN TAVOLO. NOTTE.
Pai Mei e la Sposa sono entrambi seduti a tavola.
Pai Mei è concentrato sul cibo che sta mangiando.
La mano della Sposa è tutta graffiata e sanguinante.
La donna ha davanti una ciotola di riso e vorrebbe mangiarne un po' afferrandolo con le bacchette ma le sue dita non vogliono proprio saperne di collaborare. La Sposa abbassa le bacchette e ne prende un po' con le mani. Pai Mei se ne accorge e la colpisce sulla testa col bastone.

Pai Mei*: Se vuoi mangiare come un cane, ti farò vivere e dormire come a
un cane. Fuori. Se vuoi vivere e dormire come a un essere umano, raccogli quelle bacchette!

La Sposa obbedisce.
Viene inquadrato di nuovo il muro di legno.
La Sposa è ancora intenta a colpirlo.
la donna da un'occhiata alla sua mano rovinata poi rivolge lo sguardo al muro con un'espressione sconsolata. Pai Mei, dietro di lei, interviene dicendo:

Pai Mei*: E' il legno che deve temere la tua mano, non il contrario.
Certo, che non ci riesci! Ti arrendi prima di cominciare!

Si allontana sbuffando.
ESTERNO. FOSSA - GIORNO.
Pai Mei e la Sposa sono in piedi sul ciglio di un grande fossato circolare
scavato in profondità (proprio dalla Sposa) nel terreno.

Pai Mei*: Nel fossato c'è un topo.

Si vede un topo che vaga solitario dentro all'enorme fossato.

Pai Mei*: E nel cielo un uccello.

Pai Mei porta nell'inquadratura un arco dorato e scaglia una freccia in alto nel cielo. Un uccello cade a terra morto con una freccia dorata conficcata nel corpo.

Pai Mei*: Ti calerai nel fossato e catturerai quel topo a mani nude.
Se riuscirai a catturarlo ti proclamerò vincitrice e stasera avrai per cena il pennuto che ho cacciato. Ma, se non ci riuscirai prima del tramonto, il topo verrà proclamato vincitore. In quel caso, però mi vedrò costretto ad ucciderlo per riparare al disonore subito e poi costringerò te a cibarti del suo cadavere perchè in quanto mia allieva, dovrai imparare a riconoscere il sapore della vittoria.

La donna salta all'interno del fossato e inizia a inseguire il roditore.
A questo punto cominciano a susseguirsi immagini della Sposa impegnata nei
diversi allenamenti giornalieri (prima mentre si esercita nel suo stile Tigre/Gru, poi mentre si allena al muro, poi mentre prende involontariamente a pugni il muro di fronte a sè nel sonno) fino a quando non viene inquadrata nuovamente mentre cerca invano di catturare il topo nel fosso.
All'improvviso una freccia dorata colpisce il topo uccidendolo.
La donna guarda in alto e vede Pai Mei con in mano l'arco dorato che la fissa.
Il sole è tramontato.
La Sposa si rimette in piedi, con le mani si spolvera i vestiti mantenendo
sempre lo sguardo rivolto verso il suo maestro.
Poi si abbassa, raccoglie da terra il corpo senza vita del suo nemico,
rimuove la freccia dorata e si rivolge al maestro dicendo:

La Sposa*: Riconosco la mia sconfitta ma non mi nutrirò della schifosa carcassa di questo parassita. Quello che farò...
(squarcia con le mani il corpo del topo come se fosse una melagrana)
...sarà mangiare solo il suo cuore vittorioso.

Detto questo, afferra con le dita il piccolo cuore dalla carcassa del roditore, se lo porta alla bocca e inizia a masticare.
Mentre osserva la scena dall'alto, Pai Mei le chiede:

Pai Mei*: Allora, che sapore ha la vittoria?

La Sposa*: E' amara.

Zoom in stile Shaw Brothers sul primo piano di Pai Mei.
L'uomo annuisce col capo.
Viene nuovamente inquadrato il muro di legno dove si allena la Sposa.
Finalmente il pugno della donna riesce ad attraversarlo.

La Sposa (tra sè): Wow!

INTERNO. BAGNO PRIVATO DI PAI MEI - GIONO.
Pai Mei è all'interno della sua enorme vasca da bagno.
Ad un tratto, l'uomo sente un rumore.

Pai Mei*: Donna, sei tu che disturbi la mia meditazione?

La Sposa risponde da dietro la porta.

La Sposa* (fuori campo): Si, maestro.

Pai Mei*: Entra.

La Sposas entra nella stanza e si inginocchia su una gamba.

Pai Mei*: Quale notizia credi sia così importante da disturbare il mio bagno?

La Sposa*: Ce l'ho fatta maestro! Il mio pugno è riuscito a trapassare il muro!

STACCO TEMPORALE.
Pai Mei e la Sposa fissano il buco nel muro.

Pai Mei*: Molto bene. Ti dispiacerebbe darmi una dimostrazione?

La Sposa si posiziona di fronte al muro, forma con la mano destra un pugno e con la sinistra tocca il punto da colpire. La donna è così concentrata che sembra trasferire la sua energia al muro di legno.
Ad un tratto, rimuove la mano sinistra e con la destra sferra un pugno.
Il colpo è molto potente ma la mano non riesce comunque ad attraversarlo.
I suoi occhi incontrano quelli di Pai Mei ma lo sguardo impassibile dell'uomo non lascia trapelare nessuna emozione.

La Sposa*: Credo che la tua presenza mi renda nervosa.

Pai Mei*: Prova di nuovo.

La donna obbedisce e questa volta ci riesce!
Primo piano di Pai Mei che esclama in inglese:

Pai Mei: Notevole.

La Sposa si inginocchia immediatamente.

La Sposa*: Grazie maestro...

Pai Mei la fa rialzare con altrettanta rapidità.

Pai Mei*: Il modo in cui combatti è ancora superiore al modo in cui ti esprimi. Finalmente, una donna che comprende cosa è veramente importante!

Detto questo, avvicina il muro alla Sposa di un altro pollice.

Pai Mei*: Ricomincia.

L'uomo si ridirige verso la sua stanza da bagno.
La giovane donna ricomincia l'allenamente da capo.
Il suo pugno si scontra contro il legno e non produce alcun effetto.
E' come ricominciare tutto da zero.
STACCO A:
Buio pesto.
Siamo tornati all'interno della bara sepolta a sei piedi di profondità.
All'improvviso viene accesa una torcia.
Primo piano del profilo della Sposa.
Il suo respiro è tornato normale e anche il battito del suo cuore si è finalmente calmato. La Sposa ha perfettamente riacquistato il suo autocontrollo.
Con in mano la torcia, prima illumina il coperchio della bara trafitto ai lati da molti chiodi, poi sposta la luce in basso rivelandoi suoi piedi con indosso gli stivali rossi da cowboy legati insieme da una cintura in pelle.
Anche se i movimenti possibili all'interno della bara sono limitati, la Sposa riesce comunque a sfilarsi entrambi gli stivali e a liberarsi dalla cintura, poi con non pochi sforzi riesce a spostare in avanti uno stivale e ad afferrarlo con le mani. La Sposa lo capovolge e dal suo interno fuoriesce un rasoio a lama singola.
La Sposa lo apre e con la lama inizia a tagliare la corda che le tiene uniti entrambi i polsi. Le sue mani sono finalmente libere.
Poi, posiziona la torcia di nuovo in alto verso il coperchio della bara e si rende conto che l'asse di legno è a una distanza di circa 1 pollice e mezzo dalla punta del suo naso e a circa 3 pollici dal suo pugno.

Improvvisamente, una musica incalzante inizia a farsi sentire nella soundtrack.
La Sposa comincia a concentrarsi.
I suoi occhi sono fissi sull'asse di legno sopra di lei, la sua mano sinistra tocca il pino come per trasferirvi la sua energia.
Le sue lunghe, dita bianche formano un pugno e quel pugno inizia a colpire
con forza il coperchio della bara sopra di lei.
Ad ogni pugno la donna emette il tipico urlo di chi si allena a karate.
Ancora e ancora.
Il suo pugno sbatte contro il legno sporcandolo di sangue.
Ancora e ancora.
Si intravede una prima crepa sul coperchio.
La Sposa colpisce ancora...
Della terra comincia a passare attraverso le fessure che si sono formate sul legno sporcando la Sposa.
La Sposa colpisce ancora e ancora...
Più sporcizia continua a caderle addosso.
La Sposa colpisce ancora...
Ancora più sporcizia su di lei...
La Sposa colpisce ancora...
Ad un tratto, il coperchio si squarcia e la terra entra prepotentemente
dentro la bara inondandola letteralmente.
Senza perdere tempo, la Sposa inizia a risalire verso l'alto attraversando 6 piedi di terra. I movimenti della donna ricordano quelli di una pianta che germoglia ma anche quelli di una talpa che cerca di sbucare dal terreno.

ESTERNO. TOMBA DI PAULA SCHULTZ - NOTTE.
Tramite un'inquadratura che sembra presa in prestito da un film horror italiano, lo spettatore si trova davanti alla tomba di "Paula Schultz" e al mucchietto di terra ammassato di fronte alla lapide.
All'improvviso, la mano della Sposa emerge dal terreno, poi proprio come
uno zombie di un film di Fulci, la donna finalmente riesce a tirarsi fuori dal ventre di Madre Terra. Una volta fuori da quella che per poco non si era trasformata nella sua ultima dimora, la Sposa esausta si sdraia supina respirando l'aria a pieni polmoni.
La donna è ricoperta di terra dalla testa ai piedi.
Non c'è un solo punto del suo corpo che non sia completamente sporco.
La donna ha l'aspetto di una splendida scultura realizzata con la terra.
INTERNO. PICCOLO RISTORANTE - NOTTE.
Siamo all'interno di un modesto ristorante texano, situato proprio di fronte al cimitero. Un giovane barista (ndr: in realtà viene definito con l'espressione "Soda
jerk", ovvero il ragazzo addetto alla "soda fountain",la macchina che spilla le bevande gassate)
aspetta la clientela da dietro il bancone.
Ad un tratto il ragazzo scorge da una finestra una figura che pian piano si avvicina al ristorante. Il giovane appare alquanto incredulo.
Punto di vista del barista: Attraverso una delle finestre del locale, vediamo la Sposa che nel bel mezzo della notte texana si avvicina all'ingresso del ristorante. La Sposa sembra la versione femminile e altissima del personaggio dei Peanuts "Pig Pen" dal momento che, ad ogni suo passo, si alza una nuvoletta di terra e polvere.
La bionda entra nel ristorante, si siede su uno sgabello proprio di fronte al ragazzo e dice:

La Sposa: Vorrei un bicchiere d'acqua.

Dissolvenza in nero.

Tradotto da Sylvia

Vai al CAPITOLO 9