Sceneggiatura Originale
- Traduzione Italiana -
 

CAPITOLO 6
- PUO' INFORNARE UNA TORTA DI CILIEGE? -

 

SCHERMO NERO.
Compare la scritta: Capitolo 6 "Può infornare una torta di ciliege?"
PRIMO PIANO DI UNA PORTA CHE SI APRE.
Dall'altro lato dello spiraglio compaiono due occhi maschili.

Uomo alla porta (fuori campo): Si?

Due occhi (fuori campo): Ho sentito dire che qui si gioca.

Uomo alla porta (fuori campo): Chi sei?

Due occhi (fuori campo): Tutti mi chiamano Bill.

Uomo alla porta (fuori campo): Bill e poi?

Bill (fuori campo): Bill e basta.

Una voce femminile fuori campo si rivolge all'uomo alla porta:

Voce femminile (fuori campo): Alburt, apri la porta!
Fammi vedere che faccia ha questo Bill.

La porta viene aperta rivelando Bill per la prima volta agli spettatori.
Non c'è che dire, l'uomo ha un gran bell'aspetto.
INTERNO. STANZA D'ALBERGO. NOTTE.
Bill volge lo sguardo all'interno della stanza e si rende conto che la lussuosa camera d'albergo è stata convertita in una bisca da due soldi.
In piedi, attorno a un tavolo pidocchioso posto al centro della stanza, sette uomini stanno tentando la sorte. Non appena la porta viene aperta, il gioco si ferma. Una donna, con indosso uno splendido abito nero, è in piedi a capotavola. E' lei il capo. Il suo nome è L. F. O'Boyle. Bill rimane immobile davanti all'ingresso. Alburt, l'uomo che gli ha aperto la porta, indossa un'elegante smoking e aspetta impassibile che L. F. dica qualcosa.

L. F. O'Boyle: Per caso sei un poliziotto, Bill?

Bill: Non mi dirai che adesso non lo sono più?

L. F. ride.

L. F. : Alburt, lascialo giocare.

Bill entra all'interno della stanza e il gioco riprende in modo frenetico.

L. F. (ai giocatori): Ritorniamo al gioco, signori.
E' uscito il 9, signori. E' uscito il numero 9.

Non appena Bill mette piede nella stanza, Alburt lo blocca per poterlo perquisire. Oltre ad Alburt, ci sono altri cinque uomini in smoking e armati di katana che lavorano per la signorina O'Boyle sparsi per la stanza.
Bill ha in mano la sua spada di Hanzo riposta all'interno del fodero.
Alburt, riferendosi chiaramente all'arma, dice:

Alburt: Quella la prendo io.

Bill: Provaci.

I due uomini riamangono a fissarsi in silenzio.

L. F. : Ragazzi, ragazzi...
Signor Bill, non avrai intenzione di combinare qualche casino con quella spada, vero?

Bill: No. Hai la mia parola d'onore.

L. F. : Per me, è sufficiente.

Detto questo, la donna ritorna al gioco.

Alburt: La signorina O'Boyle esige una quota d'iscrizione di 200 dollari.

Bill: Salata come quota.

Alburt: Se vuoi giocare gratis, vattene a Las Vegas. Se parti subito, sarai lì per il tramonto.

Bill tira fuori un rotolo di banconote talmente grande da poter soffocare un toro da rodeo e preleva due pezzi da 100.

Bill: No, penso proprio che rimarrò qui. Ho sete.

Alburt: Da quella parte.

Bill si dirige verso il bar della suite dove lo accoglie una giovane donna.

Bill: Una birra.

Barista: Venti dollari.

Bill: Venti dollari per una birra?

Barista: Se non ti sta bene, vattene a Las Vegas. Lì potresti ordinare una cena a base di costolette per soli 3.95 dollari.

Bill: Si, ma ora ho sete (getta sul bancone 20 dollari).
Versami la birra.

La barista tira fuori un bicchiere di carta e una lattina di Budweiser.
Poi riempie il bicchiere (lasciando metà della birra all'interno della lattina) e lo porge a Bill.

Bill (indicando la lattina): Quella non mi spetta?

La barista fa lentamente cenno di no con la testa.
Bill afferra il bicchiere di plastica e mentre se lo porta alle labbra, dice:

Bill: Salute.

Bill si avvicina al tavolo dei giocatori con il bicchiere di plastica in mano.

L. F. : Signori, vediamo se il novellino se la sente subito di giocare.
(rivolgendosi a Bill) Allora, che ne dici, pivellino? Sei pronto per sfidarmi o preferisci rimanere a guardare?

Bill lascia cadere sul tavolo il suo rotolo di banconote.

Bill: Sono venuto qui per giocare.

L. F. rimane abbastanza colpita.

L. F. : Ragazzi, osservate quest'uomo. Lui sì che è un vero giocatore d'azzardo. [Nell'edizione originale L. F. cita lo scrittore e lessicografo Noah Webster] Signore, i dadi sono tutti tuoi.

Con il bastone da tavolo, avvicina i dadi a Bill.
L'uomo li raccoglie e inizia ad ispezionarli.

L. F. : Amico, spero che con questo tu non stia volendo insinuare qualcosa.

Bill (con lo sguardo sui dadi): Non sto insinuando niente.

Alburt si allontana dalla sua postazione vicino alla porta ed inizia ad avvicinarsi al tavolo.

Alburt: L'hai fatta grossa, coglione. Ora ti sbatto fuori...

Con uno sguardo, L. F. intima ad Alburt di ritornare al suo posto.

I giocatori si limitano a fissare lo scambio di battute tra L.F. e Bill.
Bill alza lo sguardo dai dadi e si rivolge alla donna:

Bill: Mentre ero fermo sulla soglia della tua porta, sei stata libera di squadrarmi dalla testa ai piedi e ora è il mio turno se non ti dispiace.
Se non sono sicuro non gioco.

L. F. : Ora ti reputi soddisfatto?

Bill: Più o meno.

L. F. : Ho l'impressione che tu ti stia comportando come se fossimo nemici.

Bill: Oh, mi dispiace! Pensavo che lo scopo di tutto questo fosse cercare di fregarci i soldi reciprocamente...

L. F. : In fondo è solo un gioco.

Bill getta sul tavolo 10.000 dollari.
Tutti i presenti sono a dir poco sbalorditi.

Bill: Dimostra di essere all'altezza e accetta sportivamente la mia puntata.

L. F. : Accettata.

Bill muove i dadi in mano con un sorriso stampato in faccia poi li getta sul tavolo. Esce il numero 7. I presenti sono sbigottiti.
L. F. sorride e con il bastone avvicina i soldi e i dadi di nuovo verso Bill.
Bill afferra la vincita, la ributta al centro del tavolo e dice:

Bill: Punto tutto.

I presenti sono sempre più allibiti.

L. F. : Scommessa accettata.

Bill tiene i dadi stretti in pugno, poi li butta sul tavolo.
Esce il numero 5.

L. F. : E' uscito il numero 5, signori. E' uscito il 5.

Bill lancia di nuovo i dadi e esce ancora il 5.
Bill continua a vincere e i giocatori sono sempre più di stucco.

Bill: Punto tutto.

L. F. : Scommessa accettata.

Bill tira i dadi e vince ancora.
L. F. gli avvicina la vincita con il bastone. Le banconote vanno ad unirsi all piccola montagna di soldi di fronte a Bill. L. F. è impassibile dietro al tavolo con il suo bastone in mano e gli occhi fissi sul suo avversario. Nel bel mezzo del gioco, il silenzio viene rotto dal suono del cercapersone di Bill. L'uomo interrompe il gioco per un istante, giusto il tempo di controllarlo. Sul display, Bill legge il nome "Elle Driver". Subito dopo, riporta lo sguardo su L. F., lancia con indifferenza altri soldi al centro del tavolo e dice:

Bill: Punto tutto.

L. F. : Stasera sei molto fortunato, eh?

Bill: In un gioco come questo, basato solo sulla fortuna, è normale che prima o poi capitino giocatori fortunati.

L. F. : Non ci siamo ancora presentati come si deve. Mi chiamo L. F. O'Boyle.

Bill: Non me ne frega niente.

L. F. : Che razza di modi! Perchè sei così sgarbato, novellino? Sto solo cercando di esserti amica.

Bill: Non sono venuto qui per conoscere nuovi amici. Il mio intento era solo poter racimolare un po' di grana ma poi quel tuo scagnozzo mi costringe a pagare una quota di 200 dollari per poter giocare...

L. F. : Quella è la quota d'iscrizione. Serve a...

Bill: Serve a te. Solo ed esclusivamente a te.
Vendi al bar mezza lattina di piscio caldo a 20 dollari.
Quanto ti costa la confezione da sei? 5,60 dollari? 5.65?
Sei una persona avida O'Boyle.
Sei solo una persona schifosamente avida.
Sai cosa mi piace fare quando incontro gente avida? Mi piace prendere loro ogni cosa. Lasciarli senza niente.

L. F. : Sarebbe, quindi, questo il tuo scopo? Darmi una lezione?

Bill: Il mio scopo è mandarti in rovina.
Quando avrò finito con te non avrai più neanche un cesso per pisciare [Bill usa la frase già sentita in True Romance e in Jackie Brown "you won't have a pot to piss, or a window to throw it out of"]. Sarai costretta ad andare in giro per Los Angeles con indosso un barile.

L. F. : Potrei sottrarmi a questo orribile destino semplicemente non accettando più le tue puntate.

Bill: Certo, è così cambierai il tuo destino...come no.
La verità imbarazzante è che mandi avanti un gioco meschino.
Io me ne ricorderò e sono sicuro che anche i signori qui presenti se ne ricorderanno e sono altrettanto sicuro che questi signori lo racconteranno ad altra gente che a loro volta se lo ricorderà. Nessuno tornerà a giocare qui.
E senza giocatori non si guadagna.
In un paio di settimane non sarai più nessuno.

L. F. : Sai che hai proprio una boccaccia, pivello?
L'idea di riprendermi tutto quello che hai vinto e di mandarti a casa con la faccia rossa per la vergogna mi attrae da morire. Accetto la tua puntata ma...non con questi dadi.

Bill: Ooooh, questo è...

L. F. : Secondo le regole, il banco può farlo e lo sai.

Una delle guardie del corpo adagia sul palmo di L. F. un nuovo paio di dadi neri. La donna li poggia sul tavolo e con il bastone li avvicina a Bill.
Bill li osserva.

L. F. : Forse adesso vorrai cambiare la tua puntata?

Bill: Si, proprio così. Punto tutto...contro me stesso.

La mano di Bill afferra i dadi.
La giovane donna non riesce a celare la sua sorpresa.

L. F. : Che cosa?

Bill: Mi sono forse espresso male? Ho detto che cambio la mia puntata. Scommetto di perdere.

Dalla porta, Alburt dice:

Alburt: Non lo puoi fare.

Bill: Si, che posso. Secondo le regole, un giocatore può farlo e lei lo sa.

L. F. : Scommessa accettata.

Bill lancia i dadi e...stravince.
Gli altri giocatori non riescono a credere ai loro occhi.
Bill raccoglie i soldi e volge lo sguardo verso la donna che ha appena rovinato.

Bill: Ti spiace se uso il tuo telefono?

L. F. : Fai pure. E' vicino al letto.

INTERNO. CAMERA DA LETTO DELLA STANZA D'ALBERGO.
Bill è seduto sul letto e parla al telefono con Elle Driver.
Sullo sfondo, L. F. sta cacciando fuori tutti.

L. F. : Il gioco è finito, andate via!
Fuori dai coglioni! Per stasera basta così, andate a casa...

Bill (al telefono): Vernita è morta? Quando? (pausa) E' successo qualcosa alla sua famiglia? (pausa) Sono felice di sapere che Kiddo non è andata completamente fuori di testa. Hai idea di dove si trovi adesso? (pausa) Ok, ora ci toccherà andare da Budd in Texas per cercare di fargli ritrovare un po' di buon senso prima che *BEEEP* lo faccia diventare il cadavere numero tre.

Bill si accorge che anche L. F. è seduta sul letto.
Tutti i giocatori sono andati via.
Sono rimasti solo L. F. e i suoi cinque uomini in smoking.

Bill: Discuteremo di questo in un altro momento.
(pausa) Bhe, adesso non sono esattamente tra amici (pausa...ride). Lo terrò in mente, ciao ciao.

Riattacca.

Bill: Perchè mi fissi? Ho forse qualcosa sul naso?

L. F. : Ho detto che avresti potuto usare il mio telefono ma mi sembra di non aver detto che non avrei origliato.

Bill: Questo è vero.

L. F. : Non mi hai affatto ridotta sul lastrico, lo sai vero?

Bill: Ma certo che no. Tutti quelli che gesticono bische clandestine sono assicurati contro l'eventualità che possa arrivare un tizio fortunato che li ripulisca.

L. F. : Se non ci fossero i perdenti non potrebbe esistere alcun gioco.

Bill si mette in piedi, ripone la sua vincita nella tasca interna della giacca e mentre fissa L. F. e i suoi uomini, dice:

Bill: Spero vivamente che questo sia davvero ciò che pensi.

Senza aggiungere altro, esce dalla stanza d'albergo.
Nessuno alza un dito per fermarlo.
L. F. O'Boyle e i suoi scagnozzi rimangono immobili.
Improvvisamente, la voce fuori campo della Sposa si intromette nella storia.

La Sposa (fuori campo): C'era qualcosa che L. F. O'Boyle ignorava. E cioè che il vero gioco era appena iniziato. In realtà, era lei l'obbiettivo di Bill.
La donna non poteva sapere che quello che aveva incontrato altri non era che il più grande assassino del 20° secolo. L'uomo che più di chiunque al mondo, incarnava il termine "sicario". Bill, ormai, eseguiva omicidi molto raramente.
Ma una volta ogni tanto, giusto per non perdere la mano, accettava di compierne qualcuno personalmente. Bill amava giocare con le sue vittime.
Non era mai lui a provocare la lite, faceva in modo che gli altri la scatenassero. Se le vittime rispondevano alla provocazione, Bill le uccideva, se non lo facevano, Bill le risparmiava. E' divertente osservare la gente che gioca d'azzardo senza saperlo, non è forse vero?

L'ascensore di Bill raggiunge la hall.
L. F. O'Boyle ordina ai suoi uomini:

L. F. : Rivoglio indietro i miei soldi.
Ma mi raccomando, non uccidetelo, tagliategli solo tutte le dita delle mani.

Alburt sorride.

Gli uomini di L.F. si precipitano fuori dalla stanza.
INTERNO. CORRIDOIO DELL'ALBERGO.
I cinque uomini in smoking raggiungono il corridoio ma con loro estrema sorpresa, trovano Bill all'estremità opposta con in mano la sua spada di Hanzo fuori dal fodero. Gli scagnozzi di L. F. sguainano le loro spade.
Bill si prepara all'attacco.
Nel corridoio dell'albergo, Bill affronta i cinque uomini a colpi di katana.
La sua maestria nel maneggiare la spada di Hanzo non ha pari.
Bill riesce a sbarazzarsi dei primi quattro tirapiedi abbastanza rapidamente.
L'ultimo, Alburt, è il più abile ma anche lui dopo poco soccombe sotto la lama del maestro.
INTERNO. STANZA D'ALBERGO.
L. F. O'Boyle si trova all'interno della stanza con in mano una pistola puntata verso la porta d'ingresso.
Seduta con una postura di chi è pronto all'attacco, L. F. aspetta che Bill o chiunque altro varchi quella soglia.
Improvvisamente, la finestra contro la quale è appoggiata di schiena, va in frantumi e una mano avvolta in un guanto nero la afferra per i capelli trascinandola fuori.
ESTERNO. CORNICIONE DELLA FINESTRA. NOTTE.
Bill è in piedi, in equilibrio sul cornicione della finestra della camera di L. F. che si trova al 26° piano. L. F. è sospesa sul vuoto retta solo per i capelli dalla mano di Bill.

Bill: Conosci una certa Jessica?

L. F. è troppo spaventata per dare una risposta.

Bill: Bhe, lei ti conosce.

Detto questo, il killer la lascia cadere nel vuoto.
Bill osserva la donna durante tutta la caduta fino allo schianto al suolo.
Ormai più che certo che l'impatto è stato fatale, Bill si allontana dal cornicione.
SCHERMO NERO.

Il misterioso titolo di questo capitolo, con ogni probabilità è un riferimento alla canzone per bambini “Billy Boy”. Il testo di questa canzone dice: “Can she bake a cherry pie/Billy Boy/Billy Boy/ Can she bake a cherry pie charming Billy?/

 

Tradotto da Sylvia

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