Sceneggiatura Originale
- Traduzione Italiana -
 

CAPITOLO 2
- LA SPOSA IN COMA -

 

SCHERMO NERO.
Compare la scritta: Capitolo 2 "La Sposa in coma".
Il capitolo si apre con un primo piano della Sposa.
La donna giace immobile in un letto d’ospedale.
I suoi occhi sono entrambi aperti ma completamente immobili.
Si ha come l’impressione che stia fissando qualcosa ma in realtà non può vedere nulla. La Sposa è solo all’inizio del suo lungo coma.

Un sottotitolo compare sotto il suo viso:
“Cinque anni e quattro mesi prima nella città di El Paso, Texas”.
Anche se l’inquadratura è fissa su un primissimo piano della Sposa, lo spettatore può comunque intuire alcuni dettagli:
Uno: la donna si trova in una stanza d’ospedale, due: è da sola, tre: è notte e quattro: fuori impazza una terribile tempesta.
ALL’ESTERNO DEL GENERAL HOSPITAL DI EL PASO. NOTTE.
La pioggia cade incessante davanti all’ingresso dell’ospedale.
La ruota di un' Alfa Romeo occupa lo schermo all’improvviso.
La macchina si ferma e dallo sportello escono due stivali gialli di gomma.
Viene aperto un ombrello rosso mentre la pioggia continua a scendere.
Primo piano di una nuca coperta dal cappuccio di un impermeabile giallo.
L’ombrello rosso la ripara dalla pioggia battente.
La persona con l’ombrello rosso e l’impermeabile giallo (che è senza alcun dubbio una donna) inizia a camminare in direzione dell’ospedale.
A questo punto lo schermo SI DIVIDE IN DUE.
Da una parte rimarrà fisso sulla Sposa in coma e dall’altro seguirà ogni movimento della misteriosa donna scesa dall’auto.
La donna con l’impermeabile giallo (inquadrata sempre di schiena) avanza verso l’ingresso dell’ospedale.

Primo piano dei suoi stivali gialli che calpestano l’asfalto bagnato e pieno di pozzanghere.
Le porte automatiche dell’ospedale si aprono.
La donna attraversa la hall e si dirige verso il bagno delle signore.
Primo piano di una bellissima caviglia che scivola delicatamente all’interno di un collant bianco.
Primo piano di due gambe lunghissime che si infilano in un uniforme bianca da infermiera.
Primo piano della zip sulla schiena mentre viene alzata.
Primo piano di due piedi coperti da collant bianchi mentre calzano un paio di scarpe ortopediche da infermiera.
Primo piano dell’ago di una siringa mentre tira il contenuto di una fiala.
Sullo schermo compare la scritta: "Addio per sempre". Veleno inventato da Bill.
La siringa mortale viene poggiata su un vassoio.
Un cappellino bianco da infermiera viene adagiato sul capo biondo della donna.
CORRIDOIO DELL’OSPEDALE. NOTTE.
La porta del bagno si apre rivelando così una bellissima donna alta un metro e ottanta con indosso un'uniforme da infermiera e una benda sull’occhio sinistro.
La donna si muove in direzione della stanza della Sposa tenendo in mano il vassoio con la siringa letale.

Sotto l’infermiera bionda appare un sottotitolo:
“Elle Driver membro della Deadly Vipers Assassination Squad.
Nome in codice: California Mountain Snake”.
Lo schermo ritorna unico e resta dalla parte di Elle.
ALL’INERNO DELLA STANZA D’OSPEDALE DELLA SPOSA. NOTTE:
Elle Driver apre la porta ed entra nella stanza.
L’assassina si avvicina alla Sposa in coma.
Primo piano dell’occhio di Elle e della sua benda bianca.
Il suo sguardo è rivolto verso la sua vittima e rivale.
Primo piano degli occhi aperti della Sposa.
Sono immobili e fissi nel vuoto.
Elle si rivolge alla donna in coma, dicendole:

Elle: Non mi sei mai piaciuta.
Per esser precisi, diciamo che mi hai sempre fatto schifo.
Ma questo non significa che non ti rispetti.
Nel tuo lavoro eri una vera professionista, bisogna ammetterlo.
Morire nel sonno è un lusso che capita raramente a quelli come noi.
E’ il mio regalo per te.

Non appena Elle prende la siringa dal vassoio, il suo cellulare inizia a squillare.
Elle si lascia sfuggire un'imprecazione e poi risponde.

Elle: Pronto, Bill. (pausa).
Affermativo. (pausa)
In coma. (pausa)
Mi trovo proprio accanto a lei. (pausa)
CHE COSA?!

Elle si gira di scatto e inizia a camminare su e giù per la stanza col telefono in mano.

Elle: Non provare ad azzittirmi!
Se pensi che ho fatto tutta questa strada fino in Texas, nel bel mezzo di una tempesta per giunta, solo per venire a rimboccare le coperte a questa bella addormentata ti sbagli di grosso, cazzo!
(pausa, poi urlando)
TU NON LE DEVI UN CAZZO!!!
(ripete la frase più piano)
Tu non le devi un cazzo.
Ascolta, fregatene di questa stronza!
Non ci riesci, vero?
Bill, tu non lasci mai un lavoro a metà.
Questa è una cosa che mi è stata insegnata da un grande maestro che se non ricordo male è proprio tale e quale a te!

Elle permette a Bill di dire la sua.
Non riusciamo a sentire quello che le dice ma a quanto pare la sua spiegazione riesce a far ragionare la donna.
Dopo un po’ Elle risponde:

Elle: Immagino di si. (pausa)
No, non ho bisogno di immaginare, lo so. (pausa)
Affermativo (pausa)
Ti amo anch’io. Ciao, ciao.

Elle mette via il telefono e guarda la Sposa.
Anche se il suo viso è totalmente inespressivo sembra quasi che stia sorridendo.

Elle: E’ stato molto divertente, vero?
Ti do un consiglio, testa di cazzo, è meglio se non ti svegli mai.

Elle si avvicina al viso della Sposa.

Elle: Sai che da vicino non sei poi così bella?
Si, avrai anche quel tuo fascino particolare ma a guardarti attentamente sei proprio strana. Questo nasone che stona col resto della faccia, gli occhi di due misure diverse…
E poi, guarda che pelle…
La mia carnagione è sicuramente molto meglio della tua…

Proprio in quel momento la Sposa compie uno dei suoi riflessi motori e sputa dritta in faccia a Elle!
La donna sussulta e subito si asciuga lo sputo dalla guancia.
Poi guarda la Sposa sdraiata nel suo letto.

Elle: No…non ci posso credere!

Elle l’afferra con violenza dalla camicia da notte e la mette a sedere, poi la colpisce al volto con tre pugni fortissimi.

Elle: Se mai riuscirai a schiodare il culo da questo letto di merda, ti giuro che ti farò a pezzi, stronza!

CORRIDOIO DELL’OSPEDALE. NOTTE.
Elle, con indosso ancora l’uniforme da infermiera, attraversa il corridoio dell’ospedale come una furia. Mentre si avvicina all’uscita, passa accanto a un dottore che sta cercando di salvare un paziente che sanguina su una barella.

Dottore (urlando): Infermiera! Venga qui, presto! Stiamo perdendo quest’uomo!

Elle: Spiacente, bello. Mi licenzio.

Elle esce di scena.
Sullo schermo nero appare la scritta: “Cinque anni dopo”.
NELLA STANZA D’OSPEDALE DELLA SPOSA. NOTTE.
La Sposa, ancora in coma, viene inquadrata da un angolo in alto.
Nell’aria si sente il fastidioso ronzio di una zanzara.
Il rumore si ferma.
Inquadratura ingrandita al microscopio dell’insetto sul braccio della Sposa.
La zanzara le sta succhiando il sangue col suo pungiglione.
Primo piano della testa della zanzare mentre beve.
All’improvviso la mano della Sposa schiaccia l’animale con un colpo secco e lo fa cadere a terra stecchito.
Primo piano degli occhi della Sposa che sono stati costantemente aperti negli ultimi cinque anni.
Ad un tratto, le palpebre della donna lentamente, delicatamente e finalmente si chiudono e subito dopo si riaprono.
La Sposa si mette a sedere di scatto.
Non ha la più pallida idea di dove diavolo si trovi.
Zoom in stile Shaw Brothers del suo viso seguito da un flashback spaghetti western che ci riporta indietro nel tempo nella chiesa di El Paso.
Una pistola è puntata dritta contro di noi.
Dalla canna esplode un colpo: BANG!

Si ritorna di nuovo alla Sposa nel suo letto d’ospedale.
L’eco dello sparo rimbomba ancora nelle sue orecchie.
La donna emette un urlo di dolore e si porta la mano al lato della testa come se le avessero appena sparato.
La mano sente la placca di metallo che le è stata inserita nel cranio per riempire il foro causato dal proiettile e la picchietta con le nocche delle dita.
Improvvisamente esclama a voce alta:

La Sposa: La mia bambina!

La donna si tocca il ventre.
Non riesce a capire come mai sia così piatto.
Solleva, allora, la camicia da notte e si accorge di avere una cicatrice che le solca l’addome.
La traccia con le dita.
Velocemente si guarda il palmo della mano e inizia a contarne le linee.
Primo piano ingrandito al microscopio delle linee sulla mano della Sposa.
Sembra una cartina stradale.
La Sposa smette di contare. E’ scioccata.

La Sposa: Cinque anni.

Conta di nuovo.

La Sposa: Cinque anni.

Gli occhi della Sposa si riempiono di lacrime non appena si rende conto che la sua bambina non c’è più da molto tempo.
Il suo pianto viene interrotto dal rumore degli stivali di Bill proveniente dal corridoio.
Da questo momento, sulla testa della Sposa ci sarà una sorta di nuvoletta da fumetto, dentro la quale apparirà ciò che la donna, ancora in evidente stato confusionale, crede di sentire e di vedere.
Adesso nella nuvoletta ci sono gli stivali neri di Bill che attraversano il pavimento di legno della chiesetta.
CORRIDOIO DELL’OSPEDALE. NOTTE.
Le scarpe da ginnastica rosse e bianche di un infermiere avanzano verso la stanza della Sposa.
Producono un suono che non ha niente a che vedere con quello degli stivali di Bill.
Lo schermo si DIVIDE IN DUE:
Da una parte c’è la Sposa nel suo letto che ascolta il rumore delle scarpe che si fa sempre più vicino, dall’altra le scarpe dell’infermiere continuano a muoversi producendo (sempre e solo nella mente della Sposa) il rumore degli stivali di Bill.
Viene inquadrato il volto dell’uomo. Dietro di lui ci sono due camionisti che lo stanno seguendo.
La Sposa sente l’infermiere parlare con la voce di Bill:

Voce di Bill / Infermiere: E’ qui, è qui.

Lo schermo ritorna unico e rimane dalla parte della Sposa.
La donna pensa che la cosa migliore da fare al momento sia quella di fingere di essere ancora in coma. Non appena la Sposa si distende di nuovo, la porta viene aperta e i tre uomini entrano nella stanza.La Sposa vede i camionisti per quello che realmente sono ma quando guarda l’infermiere vede Bill (anche se lo spettatore non riesce mai a vedere bene il suo volto) e quando lo sente parlare sente la voce di Bill. L’infermiere sposta il lenzuolo e alza la camicia da notte della Sposa, mostrando il corpo completamente nudo della donna ai due camionisti.

Infermiere: E’ la più bella passera bionda che abbiate mai visto, o non è la più bella passera bionda che abbiate mai visto?

Uno dei due sembra essere d’accordo mentre l’altro non è molto convinto.

Warren: Ho visto di meglio.

Primo piano degli occhi aperti della Sposa mentre finge di essere in coma.
Non riesce a credere che la stiano esibendo in questo modo.
Nel suo sguardo, che cerca di essere il più inespressivo possibile, si legge la frase:
“Anch’io ne ho visti meglio di te, razza di culone!”.

Infermiere: Si, come no! Forse in un film. Ma sono sicurissimo che questa è la più bella passera che abbiate mai visto o toccato in vita vostra. Il prezzo è 75 dollari a scopata, signori. Vi attizza l’idea, o no?

Entrambi i camionisti pagano.
Mentre l’infermiere conta i soldi spiega loro le regole.

Infermiere: Queste sono le regole.
Regola numero uno: niente botte.
Se domani l’infermiera si accorge di qualche livido o di qualche dente in meno, sono guai. Quindi niente botte per nessun motivo.
Tenete presente che questa stronzetta sputa.
E’ solo un riflesso motorio, ma che sputi o no niente pugni.
Allora, è assolutamente chiara la regola numero uno?

Camionisti: Si.

Infermiere: Regola numero due: niente morsi né succhiotti.
Insomma, non dovete lasciarle addosso segni di alcun tipo.
Ma a parte questo, potete farle proprio di tutto.
Le tubazioni interne non le funzionano più, quindi potete venirle dentro quanto vi pare. Non fate rumore e non sporcate. Torno tra venti minuti.

L’infermiere è gia sulla soglia della porta quando si ricorda di qualcosa e si gira.
Tira fuori il più disgustoso vasetto di vaselina della storia del cinema e lo porge a Warren.

Infermiere: Alcune volte, ma non sempre, questa troia ha la fica più asciutta di un secchio di sabbia. Se è secca, lubrificatela con questa e datevi da fare.
Bon appetit, signori.

Dopo quest’ultimo consiglio l’infermiere se ne va.
I camionisti vengono inquadrati attraverso gli occhi della Sposa.
Non appena l’infermiere esce dalla stanza i due iniziano a sghignazzare.
Warren si slaccia la cintura nascosta dalla pancia.
L’uomo abbassa lo sguardo e continua ad armeggiare con la cintura.
Proprio in quel momento la Sposa sbatte gli occhi.

Gerald: Hei, Warren! Ha sbattuto gli occhi!

Warren: Ha detto che non può sbattere gli occhi.

Gerald: Lo so quello che ha detto, ma io ti sto dicendo che l’ha fatto.

Warren si abbassa i jeans fino alle caviglie.

Warren: Aspetta solo che abbia finito e questa stronzetta si alzerà pure in piedi e reciterà l’ave maria!

Warren si avvicina al letto ma si ferma poco prima di salire addosso alla Sposa.

Warren: Hey, Gerald.

Gerald: Si?

Warren: Questo non è uno spettacolo per guardoni.
Vai ad aspettare nel corridoio. Quando è il tuo turno ti chiamo.

Gerald: Ma dai! Devo proprio uscire?

Warren: Non riesco ad eccitarmi con te che mi stai a guardare, quindi va via!

Gerald: Vabbè ma vedi di sbrigarti.

Seguiamo Gerald fuori dalla stanza fino al corridoio.
CORRIDOIO DELL’OSPEDALE. NOTTE.
Gerald aspetta il suo turno dietro la porta.
Ad un tratto sente un rumore, e subito dopo il suo amico che urla a squarciagola come una donna. Gerald bussa alla porta e dice:

Gerald: Hey amico! Più piano! Da qui si sente tutto!

Le urla in falsetto continuano, poi si sente l’inequivocabile rumore di un corpo che cade a terra.
Questo non era previsto.
ALL’INTERNO DELLA STANZA DELLA SPOSA. NOTTE:
Gerald apre la porta ed entra nella stanza.
Il suo amico immobile è riverso a terra in un lago di sangue.
La Sposa è ancora in coma nel suo letto.
Gerald si avvicina al suo amico e si accorge che è morto.
Poi si avvicina alla donna…
In un istante la Sposa prende vita e lo afferra dalla maglietta trascinandolo verso di sé. Con un rapido movimento si stacca dal braccio l’ago della flebo e lo conficca con una forza inaudita nella tempia dell’uomo e inizia a farlo girare ripetutamente, trasformando così metà del cervello dello sventurato camionista in poltiglia.
L’uomo, ormai cadavere, viene lasciato cadere a terra.
Sono passati solo alcuni minuti dal suo risveglio, e la Sposa ha già ucciso due uomini senza neanche esser scesa dal letto.
La donna si toglie di dosso il lenzuolo insanguinato, si sistema le gambe verso un lato del letto e cerca di mettersi in piedi.
Ma non appena fà forza sulle gambe cade rovinosamente a terra, uscendo per un attimo dall’inquadratura.
Riusciamo a sentire il tonfo.
La Sposa è distesa sul pavimento con le gambe e i piedi paralizzati.
E’ bloccata a terra, con solo metà del corpo funzionante.
La situazione non è delle più facili…

CORRIDOIO DELL’OSPEDALE. NOTTE.
Le porte dell’ascensore si aprono e compare l’infermiere.
Si ritorna subito dalla Sposa nella sua stanza.
La donna sente di nuovo gli stivali di Bill che si avvicinano.
Si accorge che Gerald tiene un coltello attaccato alla cintura e se ne appropria.
L’infermiere cammina in direzione della stanza della Sposa.
Le sue Reeboks rosse sbattono sofficemente sul corridoio.
Primo piano della Sposa.
La donna fa scattare la lama del coltello che ha in mano.
L’infermiere apre la porta della stanza della Sposa e subito rimane pietrificato dallo shock.
Viene inquadrata la stanza dal suo punto di vista.
L’uomo vede il letto vuoto ricoperto da grosse chiazze di sangue, i due camionisti morti a terra e come se non bastasse la donna in coma è sparita.

Infermiere: Oh, merda!

L’infermiere è in preda al panico più nero.
La scena da qui in poi verrà ripresa a rallentatore.
La telecamere riprende il viso dell’infermiere e poi inizia lentamente a scendere verso il basso, inquadrando prima la maglietta, poi i pantaloni, poi le scarpe dell’uomo, fino a rivelare una volta giunti a terra, la Sposa rannicchiata dietro la porta, proprio a pochi cm dalle sue caviglie con in mano il coltello.

Il film torna a velocità normale non appena l’infermiere fa un passo in avanti.
La Sposa lo blocca all’istante, recidendogli entrambi i talloni d’Achille con una coltellata.
L’infermiere lancia un urlo e precipita a terra uscendo dall’inquadratura.
Primo piano della caduta.
L’infermiere cade sbattendo fortemente la testa sul pavimento.
La Sposa si avvicina a lui carponi e comincia a trascinarlo verso la porta.
Dopo avergli piazzato quel suo enorme testone al lato dello stipite, afferra la porta con la mano destra e gliela sbatte in testa tre volte con forza: SLAM! SLAM! SLAM!
Anche se il dolore è lancinante e si trova già in stato di semi coscienza, l’uomo si vede costretto a rispondere alle domande della Sposa.

La Sposa: Dov’è Bill?

Infermiere (ferito e confuso): Chi?

La Sposa gli sbatte ancora la porta in testa. SLAM! L’uomo urla di dolore.

La Sposa: Bill! Dov’è Bill!

Infermiere: Non conosco nessun Bill.

La Sposa lo colpisce ancora. SLAM!

La Sposa: L’ho visto qui con i miei occhi…

SLAM!

La Sposa: Ora, o tu ti decidi a dirmi dov’è o io ti spacco la testa in due.

SLAM!

Infermiere: Per favore, ti prego basta! Non colpirmi più.

La Sposa: Dov’è Bill?

SLAM!
Ad un tratto la Sposa si accorge che l’infermiere porta una collana con un ciondolo d’oro a forma di cannuccia, ciondolo che lei credeva di aver visto prima al collo di Bill. La donna gli toglie di dosso la collana.

La Sposa: E questa chi te l’ha data?

Infermiere: E’ mia.

La Sposa lo colpisce ancora. SLAM!

La Sposa: Stronzate! Era al collo di Bill 10 minuti fa!

SLAM!
La Sposa abbassa lo sguardo e nota che l’infermiere ha due tatuaggi sulla mano.
Sulle dita della mano sinistra si legge B.U.C.K. (una lettera tatuata su ogni dito) e su quelle della mano destra F.U.C.K..
La donna li fissa, ed è come se avesse un dejà vu.
(Ogni volta che la Sposa ripensa al passato partirà una musica nella soundtrack che chiameremo “Il brano dei ricordi”).
Veloce zoom in stile Shaw Brothers degli occhi della Sposa.
Vediamo Buck entrare per la prima volta nella stanza d’ospedale 5 anni fa.
Ha in mano una di quelle grandi torce elettriche che si portano in campeggio. Buck da un occhiata alla Sposa attraverso la tenue luce blu della torcia.

Buck: Ma bene…avevano ragione quando dicevano che eri un gran bel bocconcino…Molto piacere, signorina, io vengo da Longview nel Texas.
Mi chiamo Buck e sono qui per fottere.

Fatte le presentazioni inizia a slacciarsi la cintura.
Lo zoom ci riporta indietro su un primo piano della Sposa.
La musica si ferma.
La donna abbassa gli occhi verso Buck e dice:

La Sposa: Tu ti chiamo Buck, vero? E sei qui per fottere, vero?

L’uomo fa una faccia incredula.
La Sposa lo guarda fisso e una musica ad altissimo volume parte nella soundtrack.
Una vena sulla fronte della donna si ingrossa a comincia a pulsare a ritmo di musica .
Ogni volta che la Sposa si troverà faccia a faccia con un nemico, si sentirà questa musica nella soundtrack. D’ora in poi tutte le volte che il pubblico sentirà “Il tema della vendetta” pregusterà un imminente carneficina.
La Sposa furente assesta l’ultimo fortissimo colpo di porta alla testa di Buck, mandando così il ragazzone di Longview in Texas all’altro mondo.
La Sposa fruga nelle tasche del morto e trova prima un portafoglio marrone con la scritta “Big El Paso Pimpin” pieno di contanti e poi le chiavi della sua auto attaccate a un portachiavi con la scritta “Pussy Wagon”.
Mette da parte questi oggetti insieme al coltello di Gerald e poi inizia a togliere l’uniforme da infermiere dal corpo di Buck.

PARCHEGGIO SOTTERRANEO. NOTTE.
Le porte dell’ascensore del parcheggio sotterraneo dell’ospedale si aprono, rivelando la Sposa su una sedia a rotelle con indosso l’uniforme di Buck.
La donna esce dall’ascensore e si avvia velocemente verso le automobili in fila, in cerca dell’auto dell’infermiere.
La Sposa si ferma di scatto.

La sua attenzione è stata catturata dall’enorme “posteriore” di un pick up giallo 4x4 con delle fiamme dipinte ai lati e la scritta “Pussy Wagon” sul bagagliaio.
La Sposa dà un’occhiata veloce al portachiavi che tiene in mano.
Primo piano della chiave che gira nella serratura della portiera.
Primo piano della sicura che si alza.
NEL SEDILE POSTERIORE DELL’AUTO DI BUCK.
La Sposa si trascina con fatica sul sedile posteriore del pick up.
Dopo essersi sistemata all’interno, allontana con una spinta la sedia a rotelle che inizia a correre fuori controllo per una discesa del parcheggio e va a sbattere contro un muro. Dentro l’auto di Buck la Sposa può considerarsi momentaneamente fuori pericolo (almeno eviterà di essere vista), ma fino a quando non recupererà la piena funzionalità degli arti inferiori rimarrà intrappolata dentro l’ospedale.
La donna è sdraiata sul sedile con la testa appoggiata alla portiera, con le lunghe gambe addormentate distese dinnanzi a sé.
I suoi piedi scalzi sono puntati in lato completamenti immobili.
La Sposa cerca di concentrare i suoi occhi, i suoi pensieri e tutta la sua forza sul…suo alluce.
Lento zoom sull’alluce.
Lento zoom sul suo viso.
Lento zoom sull’alluce.
Lento zoom sul suo viso.

La Sposa (con cadenza monotona): Muovi l’alluce.

Non si muove di mezzo millimetro.

La Sposa: Muovi l’alluce.

Non si muove.

La Sposa: Muovi l’alluce.

La Sposa (fuori campo): Mentre stesa sul furgone di Buck, cercavo di costringere le mie membra ad uscire dall’entropia, rivedevo le facce delle troie e dello stronzo che mi avevano ridotta così.
Tutti membri del parto mentale di BIll: La “Deadly Viper Assassination Squad”.

All’improvviso, inizia quella che ha tutta l’aria di essere una sigla d’apertura di un tipico telefilm anni ’60 con protagonista una squadra di killer tutta al femminile.
Su uno sfondo arancione acceso compare un’animazione molto bella (anche se realizzata con tecniche poco all’avanguardia) di un serpente a 6 teste (ognuna di una specie differente) in posizione di attacco.
L’immagine del rettile si blocca e compaiono prima il titolo del telefilm, (“La Deadly Viper Assassination Squad la D.iV.A.S.”), poi il logo (Le sagome nere di 5 ragazze molto sexy armate di katana e quella di un uomo con indosso un completo nero). I titoli continuano, rivelando ad uno ad uno tutti i membri del cast.
Cominciano a susseguirsi alcune scene sbalorditive della Sposa in azione.
Lo schermo si blocca all’improviso e diventa tutto arancione, fatta eccezione del viso della donna che viene incorniciato con una bella grafica molto particolare e di grande effetto visivo.
Sotto compare la ascritta:
“Con…(il suo vero nome è coperto) nel ruolo di Black Mamba”.
I titoli vanno avanti, introducendo gli altri protagonisti.
Tutti vengono presentati con la grafica vista in precedenza.
Sullo schermo compaiono in ordine subito dopo la Sposa:
“Con O-Ren Ishii nel ruolo di Cottonmouth”
“Con Vernita Green nel ruolo di Cobra”
“Con Budd nel ruolo di Sidewinder”
“Con Elle Driver nel ruolo di California Mountain Snake”
Mentre la musica della sigla continua a suonare, si alternano alcune scene mozzafiato delle vipere in azione.
Tutte le donne sono vestite con delle tutine nere molto attillate, mentre Budd indossa il solito completo nero.
La sigla termina con il logo del serpente a 6 teste seguito da quello delle sagome nere dei protagonisti.
Il tutto si chiude con la scritta finale: “Creato e prodotto da BIll”.

L’inquadratura si stringe lentamente sul primo piano della sagoma della Sposa nel logo del telefilm.

La Sposa (fuori campo): Avendo dormito per 5 anni era ovvio che non sapevo più niente dei miei nemici. L’unica cosa di cui ero assolutamente certa (ndr. La frase originale era l’intraducibile “As sure as God made little green apple” riferimento alla canzone di Frank Sinatra “Little Green Apples”) era che…

L’inquadratura si sposta velocemente dall’immagine della Sposa a quella di O-Ren. La sagoma nera della donna si trasforma in una foto di O-Ren ai tempi d’oro della D.iV.A.S.

La Sposa (fuori campo): …se O-Ren Ishii, la prima persona della mia lista di morte, era ancora viva, di certo adesso si trovava in Giappone.
O-Ren Ishii fece il suo primo incontro con la morte all’età di 11 anni.

Viene inquadrata O-Ren a 11 anni nascosta sotto un letto mentre osserva il padre, un sergente degli Stati Uniti, combattere contro 3 gangsters della yakuza.
L’uomo riesce ad ucciderne uno a mani nude ma viene colpito a morte dalle katane degli altri 2. Anche la madre di O-Ren subisce la stessa sorte, ma prima di ucciderla i due delinquenti abusano di lei, il tutto sempre sotto gli occhi della bambina in evidente stato di shock.

La Sposa (fuori campo): Fu a quell’età che la mocciosa mezza cinesa mezza giapponese dell’esercito americano assistette all’omicidio dei suoi genitori ad opera del boss più spietato di tutto il Giappone. Il boss Matsumoto.
Giurò vendetta. Fortunatamente per lei, il boss Matsumoto era un pedofilo.

Compare O-Ren a cavalcioni sopra il boss Matsumoto.
La ragazzina gli conficca un enorme coltello nel petto, provocando la fuoriuscita di un fortissimo getto di sangue potente come un geyser.
Il boss è nudo, mentre O-Ren indossa la tipica divisa scolastica giapponese.

La Sposa (fuori campo): A 13 anni ottenne la sua vendetta.

Due guardie del corpo, richiamate dalle urla del boss, irrompono nella stanza.
O-Ren le fredda all’istante con una pistola che teneva riposta in un fodero allacciato alla coscia.
Si passa, adesso, a una scena ambientata alcuni anni dopo.
O-Ren ha vent’anni e si trova sul tetto di un edificio con in mano un fucile munito di un potentissimo mirino.
La giovane donna prende la mira.
Il suo occhio, visto da dentro il mirino, sembra ancora più bello.

La Sposa (fuori campo): A vent’anni era già una delle migliori assassine del mondo.

O-Ren fà fuoco.
La scena si sposta all’interno di un auto di lusso.
Un generale dell’America centrale è seduto sul sedile posteriore con ai lati due bellissime ragazze latine in costume da bagno.
Entrambe portano delle fasce da concorso di bellezza.
Su una c’è scritto “Miss Panama”, sull’altra “Miss Venezuela”.
Il generale tiene le mani sulle loro ginocchia.
Mentre l’uomo continua a ridere di gusto, improvvisamente l’estremità della sua testa esplode.
La ventitreenne O-Ren Ishii, adesso viene inquadrata insieme a Bill (il suo volto non è mai ripreso bene) e alla Sposa.

La Sposa (fuori campo): A 23 anni si unì alle Deadly Vipers di Bill.

Compare O-Ren a 25 anni mentre pesta selvaggiamente la Sposa incinta insieme alle altre vipere.

La Sposa (fuori campo): A 25 anni prese parte al massacro di 8 persone innocenti, compresa la bambina che portavo in grembo, in una piccola cappella nuziale a El Paso, nel Texas.
Ma quel giorno di 5 anni fa’ fece un gravissimo errore…

Compare una foto della Sposa in tutto il suo splendore nella chiesa di El Paso.

La Sposa (fuori campo): …avrebbe dovuto ucciderne 9.
Comunque, prima di prendermi questa soddisfazione, ho una cosa importante da fare…

Si ritorna all’interno della Pussy Wagon di Buck.
La Sposa è ancora sdraiata sul sedile posteriore completamente immobile.
E’ passata un’ora e mezza dall’ultima volta che l’abbiamo vista.

La Sposa: Muovi l’alluce.

Primo piano dell’alluce della Sposa.
Si muove leggermente.

La Sposa: Il difficile è fatto. Ora, non resta che muovere anche gli altri fratellini.

Schermo nero.
Appare la scritta: “13 ore dopo”.
Parte una musica nella soundtrack che accompagnerà la Sposa in tutte le scene a seguire.
ALL’INTERNO DEL PARCHEGGIO SOTTERRANEO. GIORNO.
Viene inquadrato il pavimento del parcheggio.
Fuori campo si sente il rumore di una portiera che viene aperta.
Il piede scalzo della Sposa compare nell’inquadratura.
La donna cammina fino alla portiera del posto di guida e la apre.
Inserisce la chiave d’accensione e la gira, risvegliando così il motore del pick up.
La Sposa nota un paio di occhiali da sole “stile Elvis” appoggiati sul cruscotto e li indossa.
PER LE STRADE DEL TEXAS / ALL’INTERNO DI ALCUNI NEGOZI
La Sposa guida il pick up di Buck per le strade di El Paso.
Seguiamo i suoi piedi scalzi fino a un negozio di abbigliamento.
Il suo corpo nudo scivola all’interno di un paio di Levi’s nuovi di zecca.
Afferra un paio di stivali da cowboy color ciliegio e li indossa.
Sceglie anche una maglietta e un giubbotto.
Paga il tutto coi soldi contenuti nel portafoglio di Buck con la scritta “Big El Paso Pimpin”.
Esce dal negozio con indosso la sua nuova tenuta e rientra nel pick up.
La donna guida fino a un grande magazzino. Posteggia, esce dall’auto ed entra.
La donna si aggira fra gli scaffali.
Prende una pala, un piccone, una grande torcia da campeggio, una mappa del Texas, un block notes e alcuni pennarelli neri e rossi.
Da questo momento continueremo di tanto in tanto a vedere dei brevi spezzoni della Sposa che fa i suoi acquisti al grande magazzino anche durante la scena successiva.
Adesso la Sposa sta guidando la Pussy Wagon verso un motel economico chiamato “The Texican”.
La donna firma il registro, riceve la chiave della sua camera dal “vecchio bastardo” (ndr. Personaggio comparso in From Dusk Till Dawn) e paga.
La Sposa da sola nella sua camera sta riempiendo d’acqua la vasca da bagno.
Flash back al grande magazzino: si vede la donna afferrare una bottiglia di shampoo da uno scaffale.
La Sposa regola la temperatura dell’acqua nella vasca.
Flash back al grande magazzino: ora afferra un sapone.
Il vapore inizia a salire dall’acqua bollente.
Flash back al grande magazzino: afferra ogni sorta di prodotto per il bagno (bagnoschiuma, sali etc…).
La Sposa versa nell’acqua tutti i prodotti che ha comprato.
Il suo piede scalzo entra nella vasca seguito dal resto del corpo.
La donna, immersa nell’acqua calda, può lasciarsi finalmente andare e inizia a piangere a dirotto.
Il suo povero cuore è letteralmente a pezzi e sente di avere 5 anni di lacrime arretrate da versare.
Piange per la sua bambina, piange per la maternità che le è stata negata, piange per tutti gli innocenti che si trovavano con lei nella chiesa di El Paso, morti per il solo fatto di essere stati così sfortunati da aver incrociato il suo cammino, piange per il tradimento del suo uomo e dei suoi colleghi, piange per i 5 anni di vita che le sono stati strappati e per gli innumerevoli abusi subiti durante il coma.
La donna continua a piangere rannicchiata in posizione fetale dentro l’acqua.
L’inquadratura si allontana, muovendosi lentamente all’indietro fino a rimanere fissa sulla porta chiusa del bagno. E' giusto riservare un po' di privacy alla nostra eroina.
Ad un tratto i singhiozzi provenienti dall’interno si placano.
La Sposa ha smesso di versare lacrime.
Adesso è giunto il momento di versare sangue.
Quando la porta del bagno si apre, ne esce fuori una donna che ha messo da parte ogni sentimento tranne uno: la vendetta.
La Sposa esce dal motel e si rimette al volante della Pussy Wagon.
Fine della musica nella soundtrack.
LA SPOSA GUIDA IL PICK UP IN MEZZO AL DESERTO. NOTTE.
L’esterno viene inquadrato attraverso il parabrezza dell’auto.
I fari illuminano un terreno completamente incolto con qualche roccia e qualche pianta qua e là.
Ad un tratto la Pussy Wagon si ferma.
La Sposa scende dall’auto con in mano la torcia e si avvicina a una roccia ben precisa.
La donna la gira, rivelando una X segnata sulla parte sottostante e sorride.
Se la X non fosse stata lì, non avrebbe avuto nessuna speranza di compiere la sua vendetta.
La Sposa va a prendere dal cofano dell’auto la pala e il piccone e si ferma un attimo al posto di guida giusto il tempo per sintonizzare l’autoradio su una musica heavy metal.
Primo piano degli stivali da cowboy della Sposa vicino alla pietra segnata con la X.
Compiono 10 passi.
Quando i suoi stivali si fermano, la torcia illumina un punto sul terreno.
La pala inizia subito a scavare in profondità.
DESERTO TEXANO. NOTTE.
Viene inquadrata la Sposa da lontano mentre scava nel bel mezzo del deserto texano, illuminata solo dai fari della Pussy Wagon.
Ad un certo punto, la pala colpisce qualcosa.
La Sposa si mette in ginocchio e inizia a scavare freneticamente aiutandosi col piccone, fino a quando dalla terra non emerge una cassa ricoperta da un foglio di plastica.
La donna la estrae dal terreno e rimuove l’involucro.
Quella che ha davanti è una di quelle grandi casse verdi usate dall’esercito.
La Sposa solleva i due ganci e rimuove il coperchio.
Posa la torcia, srotola a terra un sacco a pelo che aveva comprato prima al grande magazzino e inizia a posarvi sopra uno ad uno tutti gli oggetti contenuti dentro questo tesoro nascosto.
La musica heavy metal continua a rimbombare nella soundtrack.
Gli oggetti contenuti nella cassa sono:

- Due pistole automatiche 9 mm complete di foderi e munizioni.
- Una piccola pistola con munizioni e fodero da allacciare alla coscia.
- Un revolver a canna corta (Snub Nose) calibro 38 completo di fodero da caviglia.
- Un Sog (ndr. pugnale militare) affilato su entrambi i lati completo di fodero.
- Un fucile a pompa Mossberg completo di cartucce.
- Un boomerang d’acciaio affilato come un rasoio su entrambi i lati completo di custodia.
- Un rasoio a lama singola vecchio modello.
- Una scatola nera stretta e lunga, dentro la quale sono contenuti i 4 pezzi che compongono un potente mirino.
- Una busta.
La Sposa la apre e trova la fotocopia di una sua vecchia ecografia.
Quella che ha davanti è una foto della sua bambina mai nata.
Un’ondata di rabbia le infuoca il viso mentre la ripone di nuovo dentro la busta.
- Un astuccio contenente una carta d’identità e un libretto bancario fasulli, entrambi a nome di una certa Candy Ralston, e infine una piccola chiave appesa a un portachiavi col simbolo delle Deadly Vipers.

La Sposa arrotola in fretta tutto dentro il sacco a pelo e lascia il posto a bordo della Pussy Wagon.
La musica heavy metal continua.
Primo piano di una targhetta con su scritto: “Commonwealth Bank of Texas”.
ALL’INTERNO DELLA BANCA DEL TEXAS. GIORNO.
Primo piano della Sposa dietro uno sportello della banca mentre parla col cassiere.
Ha in mano la chiave.
Vengono inquadrati i suoi documenti falsi.
DENTRO LA CAMERA DI SICUREZZA DELLA BANCA. GIORNO.
La Sposa con un enorme borsone sportivo che le pende da una spalla, guarda il cassiere mentre estrae quattro cassette di sicurezza.
DENTRO LA STANZA PRIVATA. GIORNO.
La Sposa si trova dentro la stanza dove i clienti della banca possono controllare le loro cassette di sicurezza da soli.
La donna apre la prima:
E’ piena di soldi.
Apre la seconda:
E’ piena di soldi.
Apre la terza:
E’ piena di soldi.
Dentro la quarta c’è invece una borsa con 14 passaporti e patenti di guida con 14 nomi diversi e una scatola termica dentro la quale erano state riposte due bellissime siringhe d’oro fatte a mano e una fiala contenente un liquido.
Sullo schermo compare un sottotitolo: “La verità indiscussa. Siero della verità inventato da Bill”.
Mentre la musica heavy metal continua a suonare vediamo la Sposa uscire dalla banca.
Adesso ha tutto quello che le serve per raggiungere il suo scopo.
Sullo schermo compare una mappa del Giappone attraversata da un piccolo aeroplano nero che si muove lasciando dietro di sé una linea tratteggiata.
ALL’INTERNO DELL’AEREO IN VOLO.
La Sposa è su un volo diretto in Giappone.
Comodamente seduta sulla sua poltrona, sta ricamando su un angolo di un fazzoletto bianco il nome Bill.
SCHERMO NERO.

Tradotto da Sylvia

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