Sceneggiatura Originale
- Traduzione Italiana -
 

CAPITOLO 1
- 2 -

 

SCHERMO NERO
Lo spettatore sente qualcuno che respira in modo affannoso.
Sullo schermo nero appare una citazione:
"La vendetta è un piatto che va servito freddo".
- Vecchio proverbio Klingon -
La citazione svanisce.
LO SCHERMO E' ANCORA NERO.
...il respiro continua...
Ad un tratto, la voce di un uomo si sovrappone al respiro.

Voce maschile (fuori campo): Mi trovi sadico?

STACCO A:
Primo piano in bianco e nero di una donna distesa sul pavimento con lo sguardo rivolto verso l'alto. La donna è appena stata vittima di un feroce pestaggio ad opera di più persone nel tipico stile dei film spaghetti-western.
Il suo volto è insanguinato, tumefatto e pieno di ferite. Il forte contrasto del bianco e nero ha mutato il colore del suo sangue da rosso a nero.
Una mano che regge un fazzoletto con il nome Bill ricamato in un angolo (mano, appartenente alla voce maschile fuori campo) entra nell'inquadratura e inizia teneramente a ripulire dal sangue il viso della giovane donna.

Mentre l'uomo parla, lo splendido volto nascosto dal sangue, viene rivelato a poco a poco agli spettatori.
Quello che invece non può essere rimosso è l'odio che brilla incandescente negli occhi della donna.
Quell'odio è indirizzato tutto verso l'uomo che la guarda dall'alto, il "Bill" del titolo.
Durante le epoche passate, gli uomini che compivano azioni malvagie al fine di realizzare i propri interessi venivano chiamati conquistatori. Ai giorni nostri, gli uomini che per avidità e per accrescere il loro potere, si macchiano di azioni deplorevoli, vengono definiti corrotti.
Bill rientrava in una particolare categoria di uomini corrotti perchè a dispetto delle azioni commesse, il suo animo era sempre rimasto puro.

Voce di Bill (fuori campo): Scommetto che adesso potrei friggerti un uovo in testa se lo volessi.

Continua a pulirle il viso.

Voce di Bill (fuori campo): No, bimba [Ndr. Bill la chiama kiddo]. Mi piace poter credere che perfino adesso, tu sia abbastanza lucida da capire che non c'è alcuna traccia di sadismo nelle mie azioni...okay, forse solo nei confronti di questi altri buffoni, ma non nei tuoi.

RIPRESA DALL'ALTO.
Per un istante, vediamo un'ampia inquadratura della scena dall'alto.
E' subito possibile notare che la scena si svolge all'interno di una cappella nuziale (luogo ridecorato con l'aggiunta di sangue e fori di proiettili).
Lo spettatore riesce a scorgere Bill (ripreso di spalle) piegato sulle ginocchia vicino alla donna, quattro persone (tre donne e un uomo) con indosso dei completi neri in piedi attorno a lei, i cadaveri di circa quattro persone riversi nel loro stesso sangue e infine (o immediatamente, dipende dal punto di vista dello spettatore) ci si rende conto che la donna sdraiata sul pavimento indossa un abito da sposa bianco. Questa donna altri non è che la nostra eroina e da questo momento in avanti ci si riferirà a lei chiamandola "La Sposa".
Si ritorna a un primo piano della Sposa.
La Sposa si trova ancora distesa sul pavimento ma il suo bel viso adesso è finalmente pulito.

Voce di Bill (fuori campo): No, bimba. Questo sono io all'apice del mio masochismo.

Ripresa ancora in primo piano, la Sposa apre bocca per la prima volta dall'inizio del film e rivolgendosi a Bill dice:

La Sposa: Bill, sono incinta. La bambina è tua.

L'ultima parola pronunciata dalla Sposa viene immediatamente seguita da un assordante colpo di pistola. La donna ha appena ricevuto una pallottola in testa.

STACCO A:
Primo piano in bianco e nero di un giovane uomo ucciso a colpi d'arma da fuoco con indosso uno smocking.
La voce fuori campo della Sposa parla agli spettatori.

La Sposa (fuori campo): Quello è Tim. Il migliore amico di Arthur.

Primo piano di una ragazza carina con indosso un frivolo vestito rosa. Il suo corpo presenta due evidenti fori di proiettili.

La Sposa (fuori campo): Quella è la sua ragazza Janeen.

Primo piano di una ragazza un po' in carne, uccisa anche lei a colpi d'arma da fuoco. Tiene ancora stretto in mano un bouquet nuziale.

La Sposa (fuori campo): Quella è la mia migliore amica e collega di lavoro Erica.

Viene inquadrato un uomo più anziano con indosso un completo nero. Il suo corpo è crivellato di proiettili.

La Sposa (fuori campo): Quello è il reverendo. Mi sembra che il suo nome fosse reverendo Hillhouse.

Viene inquadrato il corpo senza vita di una donna anziana con indosso un abito a fiori un po' datato.

La Sposa (fuori campo): Quella è sua moglie.

Viene inquadrato il cadavere di una donna anziana riverso su un organo.

La Sposa (fuori campo): Quella è la suonatrice d'organo. Non so il nome.

Viene inquadrato un giovane uomo con indosso uno smocking.
Ha il volto completamente devastato.

La Sposa (fuori campo): Quello è Arthur. Arthur Plympton.
Il suo nome completo era Charles Arthur Plympton ma per qualche ragione aveva sempre preferito farsi chiamare Arthur. Forse, se avesse scelto di farsi chiamare Charles, la gente avrebbe finito col chiamarlo Charlie.
Se il motivo per quale aveva scelto Arthur era questo, bhe, posso anche capirlo. Non ho nulla contro il nome Charlie, è solo che lui non aveva affatto l'aspetto di un Charlie, aveva l'aspetto di un Arthur.
Chiaramente, dovete fidarvi delle mie parole per quello che riguarda il suo aspetto.
A proposito di nomi: sarebbero bastati altri due secondi e io sarei diventata la signora Plympton.

Infine viene inquadrata la Sposa.

La Sposa (fuori campo): Quella sono io. La Sposa.

Tramite una dissolvenza si passa dalla Sposa che sembra morta distesa sul pavimento alla Sposa (ancora in bianco e nero e con ancora indosso un abito nuziale) durante un periodo sicuramente successivo alle sevizie subite perchè adesso ha un aspetto quasi da togliere il fiato.
ALL'INTERNO DI UNA MACCHINA IN MOVIMENTO. NOTTE.
La Sposa è alla guida di una Volkswagen Karman Ghia convertibile. I suoi lunghi capelli biondi sono mossi all'indietro dal vento. Dietro di lei viene proiettato un finto sfondo in movimento.

La Sposa (fuori campo): Sembravo morta, vero? Ma non lo ero. Non perché non ci avessero provato, intendiamoci. A dire il vero, l'ultimo proiettile di Bill mi mandò in coma, coma in cui sono rimasta per cinque anni. Al mio risveglio ho agito spinta da quella che la pubblicità del film definisce "una ruggente furia vendicativa". Ho ruggito... E mi sono infuriata... E mi sono presa tante soddisfazioni.
In tutto ho ucciso 33 persone per arrivare fin qui, ma ne devo uccidere ancora una... L'ultima. Quella da cui sto andando ora. La sola rimasta in vita. E quando sarò arrivata a destinazione, ucciderò Bill.

TITOLI D'INIZIO.
I titoli di Kill Bill si susseguono sulle immagini della Sposa che, con indosso l'abito nuziale, si dirige verso la scena culminante del film.
Le immagini sono accompagnate da una commovente ballata cantata da una donna. La scena termina con l'arrivo della Sposa davanti casa di Bill.
SCHERMO NERO.

Compare la scritta: Capitolo 1 "2"

STACCO A:
Primissimo piano a colori dell'occhio della Sposa.
Lo zoom si allontana per tre volte fino a rivelare un primo piano della Sposa.
La donna è all'interno di un pick up parcheggiato.
Il suo sguardo è concentrato su qualcosa.

PUNTO DI VISTA DELLA SPOSA:
Viene inquadrata una casa abbastanza grande e molto accogliente nella ricca periferia di Pasadena in California.
Sul vialetto è parcheggiata una Dodge Neon viola mentre nel giardinetto antistante si vedono un triciclo e alcuni giocattoli sparsi sull'erba.
Una cassetta delle lettere con scritto "The Bells" è posta all'inizio del vialetto.
Riusciamo a sentire una musichetta proveniente da un camioncino di gelati.

IN FONDO ALLO SCHERMO COMPARE LA SCRITTA:
"La città di Pasadena, California"
Sentiamo lo sportello di un auto che prima si apre e poi si chiude.
La Sposa entra nell'inquadratura.
La donna si dirige verso l'ingresso principale della casa.
Primissimo piano di un lungo dito femminile che suona un campanello.
ESTERNO. ZONA RESIDENZIALE DI PASADENA. GIORNO.
La porta dell'abitazione si apre rivelando un'attraente casalinga di colore della stessa età della Sposa.
Dall'espressione sul suo viso si capisce che ha immediatamente riconosciuto la bionda che ha di fronte.
Lo spettatore assiste a un veloce zoom in stile Shaw Brothers sugli occhi della Sposa.
FLASHBACK - IN STILE SPAGHETTI WESTERN

Ogni volta che la nostra eroina ricorderà una scena passata, lo spettatore la vedrà attraverso un filtro arancione.
Siamo di nuovo all'interno della cappella nuziale.
La Sposa sta subendo un pestaggio disumano da parte di quattro persone che indossano dei completi neri.
Una donna di colore la colpisce al volto con un pugno.
Quella donna non è altri che la casalinga.
LA SPOSA SUL PORTICO.
Lo zoom si allontana velocemente dagli occhi della donna.
Primo piano della Sposa.
Un brano, che da ora in poi chiameremo "Tema della Vendetta" comincia a farsi sentire prepotentemente nella soundtrack (ogni volta che durante il film si sentirà questo brano lo spettatore dovrà aspettarsi di vedere la rabbia della Sposa esplodere peggio del vulcano Krakatoa nei confronti di chiunque le si pari davanti).
Mentre il tema della vendetta continua a suonare, una vena sulla fronte della Sposa inizia a pulsare. Non appena la musica si ferma, la donna attacca la casalinga.
INTERNO. LA BELLA CASA DELLA CASALINGA. GIORNO.
Le due donne volano letteralmente al centro del soggiorno, si schiantano sul tavolino posto di fronte al divano e come due gatte selvatiche cominciano a picchiarsi ferocemente per tutta la stanza senza un attimo di tregua.
Capovolgono il divano, graffiano e rompono ogni cosa e alla fine finiscono entrambe a terra sul tappeto.
La casalinga tira un calcio alla Sposa che cade di schiena su un tavolino dove erano appogiati il telefono, un block notes e la posta.
La casalinga ne approfitta per balzare subito in piedi ma viene immediatamente braccata dalla Sposa e entrambe finiscono rovinosamente addosso a una libreria in acciaio e vetro temprato. Sulla libreria erano disposte foto di famiglia, giocattoli, pezzi d'arte africana e una collezione di piatti commemorativi con dipinti i momenti militari più importanti che avevano visto coinvolti gli afro americani.
Si iniziava con un piatto con raffigurato Cripis Atkins durante la guerra d'indipendenza, uno con le truppe di colore durante la guerra civile, uno con i soldati di Buffalo che combattono contro gli indiani, uno con le truppe di Jim Crow durante la prima guerra mondiale, uno con le truppe di colore durante la seconda guerra mondiale, uno ambientato in Korea, un altro in Vietnam e infine uno con Colin Powell.
Lo schianto della Sposa e della casalinga sulla libreria riduce tutti questi oggetti in un cumulo di macerie.

Le due donne finiscono bruscamente sul pavimento completamente ricoperto di vetri rotti.
Sono avvinghiate in una lotta corpo a corpo dove ognuna cerca di avere la meglio sull'altra.
All'improvviso, la casalinga sferra una testata dritta sul naso della Sposa e riesce finalmente a liberarsi dalla presa della rivale.
La casalinga corre verso la cucina, apre un cassetto e afferra un enorme fottutissimo coltellaccio da macellaio.
La Sposa si rialza e sfila da un fodero appeso alla cintura un coltello noto con il nome di SOG (lungo coltello con la lama affilata in entrambi i lati, tagliente come un rasoio, noto per essere usato dai Navy Seals).
La Sposa si fa strada in mezzo a quello che è rimasto del soggiorno.
Le due donne si avvicinano, entrambe con in mano le loro lame, entrambe con l'espressione di chi sa come usarle, entrambe con la speranza che l'altra commetta uno sbaglio.
Sangue e sudore scorrono dai volti delle due donne impegnate in un combattimento all'ultimo sangue.
All'improvviso, la porta secondaria in cucina si apre e una bambina di quattro anni con in mano un portapranzo entra nella stanza.

Bambina di quattro anni: Mamma, sono a casa!

La concentrazione delle due guerriere viene bruscamente interrotta dalla voce della bambina.
La casalinga indirizza alla Sposa uno sguardo supplichevole.
L'espressione della Sposa sembra risponderle "okay".
Le due donne nascondono le loro armi affilate dietro la schiena mentre la bambina fa il suo ingresso nel soggiorno distrutto.
La casalinga parla con il suo tono da mamma.

Casalinga: Hey tesoro, com'è andata a scuola?

La bambina ha un'aspressione esterrefatta sia a causa del caos in casa sia a a causa delle condizioni della madre che sembra aver partecipato a un rissa in un bar.

Bambina: Mammina, cosa è successo a te e al soggiorno?

Casalinga: Oh, quel buono a nulla del tuo cane ha trascinato il suo culetto nel soggiorno e ha dato di matto. Ecco cos'è successo.

Bambina: E' stato Barney?

La bambina pronuncia la frase con un certo scetticismo e poi cerca di avventurarsi nel soggiorno.

Casalinga: Tesoro, adesso non puoi venire qui. C'è vetro rotto su tutto il pavimento e potresti tagliarti.

Gli occhi della bambina si spostano sulla signora bionda mai vista prima in piedi nel soggiorno. Anche lei ha l'aspetto di chi è stato coinvolto in una rissa.
La Sposa sorride alla bambina che sembra essere molto confusa.

Casalinga: È un'amica che la mamma non vedeva da tanto tempo.

La Sposa: Ciao tesoro. Mi chiamo *(BLEEP)*, tu come ti chiami?

* Ogni volta che, durante il film, qualcuno pronuncerà il vero nome della Sposa, questo verrà coperto da un BLEEP (succederà fino a quando non sarà giunto il momento di rivelarlo).
La timida e sospettosa bambina rimane in silenzio e si limita a fissare la signora bionda.

Casalinga: Si chiama Nikki.

La Sposa: Nikki. Un nome carino per una bambina carina. Quanti anni hai, Nikki?

Nikki continua a fissare e a non rispondere.

Casalinga: Nikki, *(BLEEP)* ti ha fatto una domanda.

Nikki (alla Sposa): Ne ho quattro.

La Sposa: Hai quattro anni, eh? Lo sai, anch'io avevo una bambina. Lei avrebbe avuto cinque anni ora. Forse voi due avreste potuto giocare insieme.

Casalinga: Ascolta piccola, io e *(BLEEP)* dobbiamo parlare di cose da grandi quindi adesso vai nella tua stanza e lasciaci sole fino a quando non ti dico io di uscire.

La bambina rimane immobile quindi la madre è costretta a ripetersi.

Casalinga (schioccando le dita): Nikkia! Nella tua stanza. Subito.

La bambina si allontana lentamente e sparisce dietro la porta della sua stanza.
Le due donne si guardano in faccia. Sia il combattimento che la messinscena sono ormai terminati.

Casalinga: Vuoi del caffè?

La Sposa: Sì, certo.

Le due donne si dirigono in cucina.
La Sposa rimette il SOG nel fodero e la casalinga ripone il coltello nel cassetto.
La Sposa si siede al tavolo della cucina mentre la casalinga versa i caffè di entrambe.

Casalinga: Panna e zucchero?

La Sposa: Si, entrambi, grazie.

Mentre la casalinga prepara i caffè, sentiamo la voce della Sposa fuori campo:

La Sposa (fuori campo): Questa casalinga di Pasadena si chiama Jeanne Bell.
Suo marito è il dottor Lawrence Bell. Ma quando la conoscevo io, cinque anni fa, si chiamava Vernita Green. Il suo nome in codice era "COBRA"...il mio era Black Mamba.

Le due formidabili guerriere bevono caffè sedute al tavolo della cucina.

La Sposa: Mi stavi aspettando?

Vernita: Si e no. Bill si era messo in contatto con me una prima volta subito dopo il tuo risveglio e poi una seconda volta dopo la tua avventura in Giappone.
(pausa)
Suppongo che sia un po' tardi per farti le mie scuse, eh?

La Sposa: Supposizione esatta.

Vernita: Anche se fossero sincere?

La Sposa: Oh, sono abbastanza sicura che tu sia dispiaciuta adesso.

Vernita, dall'altro lato del tavolo, si rivolge alla Sposa con un tono furioso ma mantenendo basso il volume della voce.

Vernita: Senti, stronza, devo sapere se hai intenzione di fare altre puttanate davanti alla mia bambina!

La Sposa: Per ora puoi rilassarti. Non ti ucciderò di fronte a tua figlia.

Vernita: Sei più razionale di quanto Bill mi avesse fatto credere.

La Sposa: Bhe, questo dimostra la completa ignoranza di Bill per quello che riguarda me, quello che penso e quello che posso fare.
Sono la pietà, la compassione e il perdono che mi mancano, non la razionalità.

La Sposa fa una piccola pausa.

La Sposa: Per adesso posso anche aspettare ma sappi che non aspetterò a lungo. Ti permetterò di scegliere ora a luogo per il nostro prossimo combattimento, preferibilmente il più lontano possibile da Nikki.
Avrei potuto assassinarti con facilità ma non l'ho fatto e per questo motivo chiedo rispetto. Questo per me non sarà un banale omicidio ma un duello. E dato che noi due facevamo parte delle Deadly Vipers ne osserveremo le regole d'onore.
Saremo solo noi due, una contro l'altra, nessun aiuto esterno, nessuna imboscata, nessun'arma sleale, le nostre uniche armi saranno i nostri corpi e la nostra abilità.

Vernita pronuncia il suo nome.

Vernita: *(BLEEP)*

La Sposa: E' inutile dire che se non ti presenterai all'incontro o se farai una qualche scorrettezza, mi costringerai a spararti un fottuto proiettile cavo in testa da un edificio qui di fronte o magari da uno di fronte la scuola elementare di Nikki.
Detto questo, sentiti libera di fare come credi.

Vernita: Senti, lo so, ti ho fregata, ti ho fregata alla grande. Giuro su Dio che non avrei voluto farlo ma l'ho fatto.

La bionda ascolta le parole dell donna di colore ma il suo viso non trasmette alcuna emozione.

Vernita: Se solo potessi tornare indietro nel tempo, lo farei. Ma non posso. Posso solo dirti che sono una persona diversa, ora.

La Sposa: non mi interessa.

Vernita: Non mi faccio illusioni. Lo so che non merito né la tua pietà né il tuo perdono. Turttavia, ti supplico di averli entrambi, in nome di mia figlia.

La Sposa: Che stronza...
Ascolta, è meglio se la pianti qui.

Quell'insulto ferma Vernita all'istante. Le fredde parole della Sposa hanno per la donna (e per gli spettatori) lo stesso effetto di un ceffone in piena faccia.

La Sposa (avvicinandosi): Solo perchè non ho nessuna intenzione di ucciderti davanti agli occhi di tua figlia non significa che spiattellarmela davanti mi ispiri compassione. Tu e io abbiamo un conto in sospeso. E nessuna delle stramaledette cose che hai fatto in questi ultimi cinque anni, compreso esserti fatta ingravidare, cambierà la situazione.

Vernita: Hai tutto il diritto di voler pareggiare i conti...

La Sposa: E' qui che ti sbagli Vernita, Non voglio pareggiare i conti.
Per pareggiare i conti, per pareggiarli davvero, dovrei uccidere prima te, poi andare in camera di Nikki e ucciderla, poi mi toccherebbe aspettare che tuo marito, il dottor Bell, torni a casa e uccidere anche lui. Così saremmo pari.
No, la mia bambina mai nata si accontenterà solo della tua morte.

Vernita si rende conto che nulla potrà essere detto per cambiare le cose.
Ormai, il sangue è destinato a scorrere.

Vernita: Allora, quando li chiudiamo i conti?

La Sposa: Dipende solo da...quando preferisci morire? Domani? Dopodomani? Questo è il massimo che posso aspettare.

Vernita: Che ne dici di stanotte, stronza?

La Sposa: Splendido. Dove?

Vernita: C'è un campo di baseball destinato alla squadra dei piccoli a circa un miglio da qui. Ci vediamo lì alle 2:30 di questa notte, vestite completamente di nero. Copri i capelli con una calza nera. E vediamo chi è più brava con il coltello. Non ci disturberà nessuno. Ora, devo preparare i cereali per Nikki.

Mentre continuano a parlare, Vernita prende la ciotola per i cereali di sua figlia e la poggia sul tavolo della cucina.

La Sposa: Bill diceva che eri una delle donne più in gamba che avesse mai visto con in mano un'arma da taglio.

Vernita si dirige verso un altro scaffale della cucina e prende una scatola di cerali "Kaboom".

Vernita: Ma vaffanculo, stronza. Lo so che non l'ha mai detta una stronzata del genere. Baciami il culo, Black Mamba. Black Mamba. (ride sbuffando con rabbia tra sè e sè) Black Mamba, avrei dovuto essere io la fottutissima Black Mamba.

Mentre le due donne continuano la loro conversazione, Vernita infila una mano dentro la scatola di cereali.

La Sposa: Che arma scegli? Se vuoi continuare col coltello da macellaio per me va bene.

Vernita: Molto divertente.

Vernita spara un colpo di pistola alla Sposa attraverso la scatola di cereali in cui l'arma era nascosta.
Il proiettile esplode fuori dalla scatola di cartone e colpisce la tazza di caffè proprio di fronte alla Sposa mandandola in frantumi.
La Sposa si butta sul pavimento.
Vernita esce la pistola dalla scatola e spara di nuovo.
La pallottola colpisce il pavimento.
La Sposa, prima, si rifugia sotto il tavolo della cucina e poi lo solleva da terra spingendolo con forza contro Vernita.
La donna rimane bloccata tra il tavolo e gli sportelli della cucina.
Mentre la mano sinistra della Sposa regge il tavolo, la destra scivola veloce verso il SOG fissato alla cintura. Le sua dita si stringono attorno all'impugnatura e con uno scatto lo sfilano dal fodero. La donna scaglia l'arma contro il tavolo e la lama trapassa l'oggetto conficcandosi in tutta la sua lunghezza nell'addome di Vernita.
Il tavolo piomba a terra con conficcato ad esso la casalinga in fin di vita.
Le due ex colleghe si scambiano un ultimo sguardo.

Vernita: Mi dispiace per l'agguato. Ti prego, non...

La Sposa: Fare a tua figlia quello che tu hai fatto alla mia...
(le prende la mano)
...non lo farò.

Vernita muore.

La Sposa recupera il SOG dal corpo di Vernita e non appena alza gli occhi si accorge che la piccola Nikki è in piedi di fronte la porta della sua stanza.
La bambina vede la madre morta sul pavimento riversa in una pozza del suo stesso sangue e si rende conto che la donna bionda vicino al corpo della madre ha ancora in mano un coltello insanguinato.
Stranamente, Nikki non piange.
La bambina fissa gli occhi della donna senza distogliere neanche per un attimo lo sguardo. Mentre parla con la bambina, la Sposa prende un fazzoletto bianco, già macchiato di sangue, con il nome "Bill" ricamato in un angolo e pulisce la lama del SOG sporca del sangue di Vernita.

La Sposa: Non era mia intenzione farlo davanti a te. E questo mi dispiace. Ma puoi credermi sulla parola. Tua madre se l'è cercata. Quando sarai grande, se la cosa ti brucerà ancora io ti aspetterò.

Dette queste parole, la Sposa esce dalla porta della cucina.

ESTERNO. CASA DI VERNITA. GIORNO.
La Sposa percorre il vialetto in direzione della sua vettura. Per un breve istante rivolge un ultimo sguardo ai giochi della bambina abbandonati sul prato.
Sale sul suo grande pick up giallo con la scritta "Pussy Wagon" impressa sul bagagliaio. Prende un block notes a righe e lo sfoglia fino a una pagina dove si legge come intestazione: DEATH LIST FIVE.
Sulla pagina ci sono scritti in rosso cinque nomi numerati.
Il primo nome è stato cancellato con una linea nera.
Il secondo nome della lista è:
VERNITA GREEN
COBRA.

La Sposa prende un pennarello nero e traccia una linea anche sul nome di Vernita, poi eccende il motore del pick up e si allontana dal quartiere.
Dissolvenza in nero.

Tradotto da Sylvia

 

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