
Questo primo approfondimento, scritto in parte da Federico Mancosu e in parte da Davide Sechi (due visitatori del sito che ringrazio infinitamente) riguarda le principali differenze tra il film e la sceneggiatura originale.
Il pallino rosso indica che ciò che state leggendo è stato scritto da Davide, quello blu da Federico.
 La scritta “C'era una volta…nella Francia occupata dai nazisti” doveva apparire in sovrimpressione nel cielo sopra la fattoria e non sullo sfondo nero come appare nel film.
Nello script, oltre alle figlie, compare anche la moglie del fattore francese.
Al ritorno della strage nella fattoria, l'autista chiede a Landa il motivo per il quale ha lasciato andar via la ragazzina ebrea. Il colonnello delle SS risponde che in quelle condizioni non avrebbe avuto troppe possibilità di salvarsi, poteva essere scovata da qualche pattuglia tedesca, oppure - dopo le voci riguardo i fatti appena accadut i- potrebbe essere spontaneamente consegnata ai tedeschi da qualche famiglia in cui si sarebbe rifugiata. Oppure se gli dicesse bene, potrebbe raggiungere New York dove potrebbe diventare anche il presidente degli Stati Uniti.
 La liberazione del sergente Hugo Stiglitz, nello script avviene a bordo di un camion militare durante il trasferimento a Berlino. I Basterds dovevano assalire il convoglio di prigionieri e dopo aver ucciso tutti, dovevano andare sul retro del camion e liberare il povero Hugo in catene. Invece nel film Hugo si trova già in prigione a Berlino.
 L'ingresso in scena del sergente Donowitz nello script avviene nel modo seguente: al primo rifiuto del sergente Werner di indicare le posizioni nella mappa e dare le informazioni sui tedeschi, il Tenente Raine indica all'ufficiale tedesco, un ragazzo di spalle con un cappellino da battitore intento a colpire con forza le pietre con una mazza da baseball, facendole volare alto nel cielo. Aldo poi gli chiede se conosce l'Orso ebreo…
Nel capitolo due, il personaggio di Donowitz viene descritto poco prima del pestaggio del sergente Werner Rachtman. “L'orso ebreo” proviene da Boston, dove lavora nel salone da barbiere del padre. Donny deve partire per la guerra, ma non vuole esser spedito nelle Filippine per andare a combattere contro i giapponesi, il suo desiderio e quello di andare in Europa per uccidere più nazisti possibili. Nel capitolo viene descritta una scena dove Donowitz acquista una mazza da baseball all'interno di un negozio d'articoli sportivi gestito da ebrei. Dopo aver scelto il legno più pesante, viene chiamato nel retro bottega dalla madre del gestore, la sig.ra Himmelstein. Dopo un breve dialogo sulle sofferenze del popolo ebreo, davanti ad una tazza da tè, Donny chiede all'anziana di incidere sulla mazza da baseball, i nomi delle persone care che aveva in Europa. Il primo nome inciso dalla signora è Madeline.

Nello script vengono descritti i motivi che portarono Shosanna a lavorare presso il cinema parigino. Al termine di una proiezione da cui Shosanna non aveva intenzione di alzarsi, la proprietaria, madame Mimieux, intuisce che quella ragazzina vestita da infermiera, non era una crocerossina ma un'orfana ebrea che si stava nascondendo dai nazisti. Shosanna chiede a madame Mimieux di poter lavorare come proiezionista. Dopo qualche raccomandazione da parte della proprietaria e le suppliche dell'ebrea francese, Shosanna verrà ospitata all'interno del cinema in cui dovrà lavorar sodo per guadagnarsi l'alloggio. Qui Shosanna conosce Marcel, già presente come proiezionista prima del suo arrivo. Durante una serata, Shosanna, all'interno della cabina di proiezione, accende una sigaretta davanti agli occhi di madame Mimieux, che la riprende severamente minacciandola di consegnarla ai nazisti se ci avesse riprovato. Durante questo duro rimprovero, madame Mimieux gli spiega che all'interno del cinema è vietato fumare per via delle pellicole al nitrato.

Nello script durante la scena che introduce il personaggio di Francesca Mondino la voce narrante ci informa che Francesca non è solo l'interprete di Goebbles ma è anche la sua attrice preferita comparsa in molti suoi film. In seguito compare una sequenza cinematografica in bianco e nero di una produzione di Goebbles dal titolo “Battaglia Sentimentale” (1943) con protagonista proprio Francesca nei panni di una contadinella francese innamorata di un soldato tedesco.
Alla fine della conversazione tra Shosanna e Landa all'interno del ristorante, l'inquadratura finale doveva rivelare una pozza d'urina ai piedi della ragazza ebrea.

Nella sceneggiatura viene descritta la proiezione di prova all'interno del cinema di Shosanna. Durante “Lucky Kids”, a Shosanna viene in mente il piano per vendicarsi.
Dopo la visione di “Lucky Kids”, Goebbles esprime il parere di migliorare l'ambiente del cinema di Shosanna aggiungendo un candelabro di cristallo proveniente da Versailles e dei nudi greci provenienti dal Louvre. Nello script viene mostrata la scena durante la quale viene smontato il candelabro di cristallo dal soffitto di Versailles, il momento in cui le statue greche vengono trasportate fuori dal Louvre e infine la scena dove si vede un camion che attraversa la campagna francese con l'enorme candelabro di cristallo sul retro. Una volta che la sala viene addobbata dagli operai, nello script viene paragonata a un'imitazione della “Caduta degli dèi” di Visconti fatta da Tinto Brass.

Nello script il tenente Hicox viene definito come un tipo alla George Sanders da giovane (quello del “Santo” e del “Disonesto”) mentre il generale Fenech come un tipo alla George Sanders ma più vecchio (quello di “Villaggio dei dannati”).
Nello script quando i Basterds e il tenente Hicox osservano dalla finestra “La Louisiane” per decidere come organizzarsi, il soldato scelto Hirschberg fa notare al gruppo la presenza di un soldato tedesco che urina nel muro della taverna, quindi prima di entrare erano già a conoscenza dalla presenza di tedeschi al suo interno.
I bastardi presenti all'operazione Kino sono gli unici sopravvissuti, nella sceneggiatura non viene spiegato come siano morti i tre basterd più anonimi degli otto totali (escludiamo dal conto Raine, Stiglitz e Hicox).

Il veterinario francese di cui i bastardi si servono per salvare la gamba della Von Hammersmark, non era propenso nell'aiutare i soldati americani, per convincerlo, il sergente Donny, incomincia a sparare ai cani rinchiusi nelle gabbie.
Utivich (il piccoletto), per la prima cinematografica, si deve spacciare come l'autista della Von Hammersmark e dei bastardi in incognito, ma dalla sceneggiatura scopriamo che il soldato di Manhattan non ha mai guidato un auto. Sarà quindi il collega Omar Hulmer ad insegnarglielo. Curiosità: la scena del quadruplo “sì” pronunciato da Aldo Raine che si vede nel trailer, ma non nel film, avviene durante lo scambio di battute con Utivich che non se la sente di guidare. Uvitich: “No no no no, tenente, non è così!” e Raine: “Sì sì sì sì, soldato, è così. E sì sì sì sì sì, imparerai.”
Nello script la scena nello studio veterinario si concludeva in un modo abbastanza divertente. Bridget dice che per potersi presentare decorosamente alla prima del film, essendo una diva del cinema, aveva bisogno che qualcuno le sistemasse i capelli. A queste parole tutti i Basterds tranne Donny scoppiano a ridere e Aldo esclama - “Sorella, devi avere una fortuna wunderbar! [Ndr. aggettivo tedesco che significa "meraviglioso"] Indovina chi ha fatto la scuola per estetista?” La telecamera si sposta prima su Donny e poi su Bridge che alza gli occhi al cielo.
 Nello script viene descritta l'atmosfera del red carpet all'esterno del cinema. Shosanna, da una delle finestre del suo appartamento ricavato all'interno del cinema, sputa un grumo di catarro sulla testa pelata di un generale delle SS che un commentatore della radio sta intervistando.
Nella sceneggiatura, poco prima che Landa raggiunga la Von Hammersmark e i basterds, viene descritto un flashback (assente nel film per ovvi motivi), ovvero il resoconto dei fatti accaduti all'interno della Louisiane da parte del soldato Willi in fin di vita in una camera d'ospedale. Nello script, la confessione del soldato Willi viene interrotta nel capitolo precedente dopo il riconoscimento dei cadaveri di Stiglitz e Wicki, e il rinvenimento dell'elegante paio di scarpe da donna da parte di Landa. Nonostante la Von Hammersmark autografi il fazzoletto al giovane soldato, nella sceneggiatura il colonello Landa non rinviene questo fondamentale indizio. Quindi il colonello capirà che le scarpe appartengono alla Von Hammersmark grazie alla confessione del soldato superstite portato con urgenza all'ospedale per consentirgli la testimonianza. Nella sceneggiatura, il flashback, doveva apparire sulla sinistra dello schermo all'interno di un fumettone che conteneva il ricordo di Landa.

Nello script, Aldo Raine doveva spacciarsi per Antonio Margheriti e Donny per Enzo Gorlomi, nel film avviene il contrario.
Durante le presentazioni con la Hammersmark e i basterds/italiani, Landa intercetta Shosanna a cui presenta l'attrice e i suoi accompagnatori. Di seguito, Landa chiederà a Shosanna di accompagnare Donowitz e Hulmer ai loro posti. Nel film, Shosanna e i basterds non si conoscono.
Durante la proiezione, Donowitz e Hulmer cercano di parlare in codice per non farsi smascherare dai tedeschi. La conversazione tra i due americani consiste nell'aggiungere una vocale (la “I”, la “A” e la “O”) ad ogni parola inglese pronunciata, in modo tale che all'orecchio dei tedeschi potesse risultare italiano. L'effetto finale della conversazione è davvero divertente, nello script troviamo delle frasi come: “ I-a Go-a Toilet-a, Set-ta Boom-a” oppure “Affirm-ato, Affiram-ato”.
Nella sceneggiatura, l'atto eroico di Zoller avviene in un paesino della Russia e non in Sicilia.
Nello script viene descritto il momento preciso in cui Hitler raggiunge il cinema, tutto avviene nel momento in cui Landa si accinge a raggiungere Raine e Utivich tenuti prigioniere nella taverna. Curiosità: nei trailer si vede Landa che porge il saluto romano al passaggio del corteo di auto che accompagna Hitler alla prima. Questa scena non compare nel film.
Nella sceneggiatura, Donowitz e Hulmer non si ritrovano a sparare alla folla dalle balconate della sala. Donowitz, durante la proiezione, si allontana per piazzare una bomba nel bagno degli uomini, ma come esce dal cesso, sempre all'interno del bagno, incontra un soldato di guardia precedentemente torturato dai bastardi che lavandosi il viso lascia trasparire la svastica incisa sulla propria fronte. Come i due si incrociano e si riconoscono, sparano dei colpi di pistola e muoiono entrambi sul pavimento del bagno.

Nella scena in cui Zoller raggiunge Shosanna nella sala di proiezione, le cose vanno in maniera leggermente differente. Shosanna viene colpita prima di poter cambiare la pizza n°4. Zoller, oltre ad aver sparato dei colpi sul petto di Shosanna, scarica il caricatore della Luger verso la caviglia della giovane ebrea, spappolandogliela completamente. Dopo la definitiva morte di Zoller, la morente Shosanna riuscirà a cambiare la pizza in maniera perfettamente sincronizzata.
Il soldato Hulmer, ormai l'ultimo bastardo in vita all'interno del cinema, è rimasto seduto al suo posto per tutta la proiezione, con il propagarsi delle fiamme, viene travolto dal pubblico, durante il caos l'esplosivo che si è legato alle caviglie esplode pochissimi minuti prima di quella che Donowitz aveva piazzato nel bagno prima della morte. Quest'ultimo esplosivo fa sprofondare la sala abbattendo la facciata dell'edificio. Nello script la sala viene descritta come una pioggia di gambe, braccia, teste, torsi e sederi. La scena doveva concludersi con del testo a caratteri da telescrivente militare: “Operazione Kino completo successo” e doveva continuare con l'elenco degli alti esponenti del partito nazional-socialista deceduti durante l'operazione.
Precisamente le scritte che dovevano comparire dopo le esplosioni nel cinema erano le seguenti:
"OPERAZIONE KINO COMPLETO SUCCESSO";
"HITLER MORTO. GOEBBELS MORTO. BORMANN MORTO. GORING MORTO. ZOLLER MORTO. ALTI COMANDI QUASI TUTTI MORTI";
"QUATTRO GIONI DOPO, LA GERMANIA SI ARRENDE";
"C'ERA UNA VOLTA…NELLA FRANCIA OCCUPATA DAI NAZISTI".
Nello script la svastica che Aldo incide sulla fronte di Landa viene fatta con il pugnale da SS del colonnello.
Grazie a Federico Mancosu e Davide Sechi
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